venerdì 25 novembre 2016

Dalla verità alla verità!

Dalla verità alla verità!



Gesù risponde a  Pilato.

Il mio regno non è di questo mondo, se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù.

Io sono re, per questo io sono nato e per questo sono venuto al mondo; per dare testimonianza alla verità.

Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce.
 Individuiamo le parole importanti, della parola di Gesù:
non è/fosse/il mio regno non è di quaggiù/io sono Re, per questo io sono nato/per questo sono venuto al mondo/verità/e dalla  verità/

Queste poche parole di Gesù cosa ci dicono?

Raccontano una verità, molto più grande di quanto possiamo immaginare, andiamo per ordine.
“Il mio regno non è di questo mondo”

Gesù ci sta dicendo che egli non appartiene alla terra, non è un terrestre, anche se è nato qui, per volere del Padre Suo, per una missione grandiosa.

Il Suo Regno non appartiene a questo mondo, che questa terra non appartiene al suo Regno.
“Se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai giudei”

Se la terra appartenesse al suo Regno, i suoi servitori avrebbero dato la loro vita per difenderlo e proteggerlo, anche contro i giudei.

“Ma il mio regno non è di quaggiù”

Gesù dice chiaramente che Egli non appartiene alla terra, non è un terrestre, ma con il termine quaggiù indica che egli abita in altro posto, fra le stelle dell’universo in un mondo più elevato del nostro, un mondo che sta sopra al nostro inteso non come posizione, ma come livello energetico, come dimensione superiore al nostro, come per far distinzione tra chi vive in pianura e chi vive sulle vette del mondo, è un termine di paragone. Dire vivo lassù tra le stelle del cielo identifica un luogo che non è un vero luogo ma uno spazio ampio immerso tra le stelle.  Significa anche che egli non vive in un mondo terreno, non vive su un pianeta, ma in un mondo che è in continuo movimento, un mondo immerso nelle profondità dell’universo. Il suo regno è eterno perché Egli non ha una collocazione terrena, ne planetaria, ma ovunque lo sguardo si volge, per quello dice non è di quaggiù. Perché un mondo planetario, come la terra non è eterno, mentre quello che non appartiene alla materia lo è.

Io sono Re”  si indentifica nella persona di un Re,

“per questo io sono nato” è nato per essere un Re,

“per questo sono venuto al mondo” è nato per essere presentato al mondo, cioè alla terra, ai terrestri, perché noi lo dovevamo conoscere; è venuto al mondo per farsi conoscere dal suo popolo, e da tutti i popoli del mondo, chiamato Terra.

Sono venuto al mondo per divenire Re anche di questo mondo.

“per dare testimonianza alla verità. “  

Per testimoniare l’opera del Padre Celeste, che è la verità, Gesù che è Trinità di Dio è Re e voleva dare testimonianza di se che è Verità, assieme al Padre Suo.

“Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce”

In questa frase si cela un mistero, la parola “interessante” è “dalla”  dice chiunque è dalla verità cioè proviene da essa, ascolta la sua voce, perché non può essere che così, perché chi viene DALLA verità è nella verità e solo coloro che provengono da Dio sono per Dio, solo coloro che escono da Dio, ascoltano la Voce di Gesù, perché Gesù è il Re dei Re, il Signore dei Signori. Il fatto che dica, ascolta la mia voce intende dire che Egli è l’origine e chi ha in se la verità vera, sente la voce Sua, ne sente la voce, non solo fisicamente, ma anche spirituale ed è figlio di Dio e tutto il suo essere è preso da Dio, dalla verità.

Questo brano ci racconta anche un'altra verità, nascosta in esso, vediamo di scoprirla.

Fa capire esattamente cosa è venuto a fare Gesù su questa terra, non solo a portare a compimento la volontà del Padre Suo celeste, la legge eterna, ma anche a far un'altra cosa molto importante, a riconquistare e sottrarre il mondo al maligno per liberarci dalla sua tirannia, per sconfiggerlo definitivamente e per sottrargli la terra che gli apparteneva fin dalle origini e che Dio gli affidò prima che divenisse un demonio, perché Gesù chiamò satana il principe di questo mondo, per cui il suo farsi carne, aveva uno scopo ben preciso, più grande di quello che immaginiamo,  era quello tornare ad essere il padrone, cioè il Re di questo mondo, mediante il suo sangue ha riscattato per noi, sacrificandosi, per noi, per amore nostro, e per dar compimento e ora il mondo dopo la sua passione, morte e resurrezione, è tornato sotto il suo dominio, così Gesù figlio del Dio Altissimo, Onnipotente ha sconfitto definitivamente il suo nemico, satana descritto anche in genesi come le tenebre, e lo ha confinato nell'inferno per l’eternità.

Ma essendo che la terra è anche il luogo dove è connesso l’inferno, e noi viviamo sopra di esso, un inferno di fuoco, ne risentiamo ahimè gli influssi, per cui per quanto satana abbia perso il dominio sul mondo, ma rimane il tentatore delle nostre anime, e colui che, continuerà in eterno a straziarci con le sue tentazioni, non controllerà mai più il mondo come faceva prima, ma dopo la passione, morte, resurrezione e ascensione di Gesù, esso ne è diventato suo schiavo, e deve sottintendere a Lui, in tutto e per tutto, anche se è libero nel tentare l’uomo e nel portarlo a commettere peccato. Ma, grazie a ciò che l’uomo si può salvare, dalla dannazione dell’inferno, grazie al fatto che il male opera ancora nel mondo come tentatore, l’umanità potrà salvarsi resistendogli, per propria volontà, in ciò sta la libertà di Dio, nel lasciarci liberi di dannarci o di salvarci in eterno. Ecco perché tutte le generazioni future possono dirsi libere da satana, perché Gesù ora è il Re dei re, ha sparso per noi il suo sangue e ha sofferto per salvare tutti,  proprio dalla tirannia di satana, cioè dal suo dominio, dal essere il padrone del mondo, nel poter gestire come fu anticamente, il mondo e tutto quello che conteneva, perché, per quanto si dica, il peccato serve per ottenere le primizie e Dio permette che il maligno operi il male, perché non tutti possono essere salvati impunemente. Come qualcuno vuol far credere che Dio essendo misericordioso, perdona tutto. NO!

Se il maligno non ci fosse, saremo tutti salvi, perché non peccheremo mai.  

Dar compimento alla volontà del Padre Suo e alle scritture, cioè alle promesse, che il Padre suo aveva lasciato ai padri, per salvarci tutti, dal dominio del re delle tenebre

Gesù ci ha riscattato con il suo sangue questo fa capire che satana è solo un principe non re, non più perché Cristo è venuto per salvarci e sottrarre a lui il regno cioè la terra.

Ma sulla terra rimane satana che furioso per essere stato sconfitto, va in giro per il mondo dannando le anime, ora non può più pretendere di possedere questo mondo, perché lo ha perso, ed è stato sconfitto dal sangue di Cristo che ha sparso nel mondo, e per mezzo del quale tutte le generazioni future possono dirsi libere dal dominio di satana. 

domenica 13 novembre 2016

GESÙ INSEGNA COME SI PESCA


LA SCELTA!



Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 4,18-22.


Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori. 
E disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini». 
Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. 
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedèo, loro padre, riassettavano le reti; e li chiamò. 
Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono. 


La cosa interessante del brano non è il fatto della scelta, quanto come li ha scelti, sulla base di quello che Egli voleva, per se. 

Facendo questo Gesù insegna agli apostoli stessi come si pesca, sia i pesci che gli Uomini, ma questa parte del vangelo è in realtà non solo il ricordo della pesca di Gesù, ma sopratutto ci insegna a noi, come si sceglie un buon pescato, e quale pesce scegliere, perchè nel procelloso mare del mondo, non tutto è buono, come non tutti i pesci si mangiano, alcuni sono velenosi, per cui solo alcuni si possono mangiare, la pesca che Gesù fa tra gli uomini ha questa funzione di cernita, Egli sceglie oculatamente i suoi, li sceglie sulla base di alcune loro caratteristiche, non tanto fisiche, quanto spirituali, ovviamente Gesù rispetto a noi aveva ed ha un enorme vantaggio, Egli conosce l'animo umano, ma questo ci fa capire qualcosa, che coloro che devono scegliere i pescatori devono essere e devono avere doni di Dio, perchè se il Maestro che da l'esempio è Cristo e visto che Egli è Figlio di Dio e Dio con Dio, solo un sacerdote con elementi di Santità può far questo, perchè in se ha la presenza salvifica di Dio, quindi costui può scegliere per conto e volontà di Dio i futuri pescatori d'uomini, nessun altro lo può fare, nessuno può sostituirsi, ad un eletto di Dio. Questa doveva essere la chiesa che Cristo voleva, organizzata in modo tale da non errare mai, anche perchè se chi scegli il giovane che dovesse entrare nella chiesa e lo sceglie male, cioè tra coloro che non sono adatti, arreca alla chiesa un danno, perchè i pesci velenosi non mangiano e sono pure pericolosi. Ma se colui che sceglie fosse un uomo timorato di Dio, avesse anche doni, esso difficilmente commetterebbe errori, ma come sappiamo il Clero questo non lo ha mai compreso, forse anche ha fatto un po orecchie da mercante, e oggi ben vediamo da chi è composta, la Chiesa. 


Quindi dopo aver scelto bene nella mare del mondo, bisogna che questi pesci vengano posti nell'acquario giusto e pian piano trasformati, loro stessi in pastori. Si, perchè dopo la selezione e un giusto periodo di formazione, si deve passare alla tappa successiva, fornendo loro la possibilità di essere pastori d'uomini, che devono seguire l'ovile come infatti Gesù disse a Pietro e a tutti gli altri apostoli, che essi dovevano occuparsi dell'ovile che loro stessi avrebbero creato e formato, un unico ovile, un unica casa, non di altri ovili, che non appartengono all'ovile di Cristo e non appartengono all'acquario di Cristo. Di conseguenza bisogna saper ammaestrare il pescato, per quello disse a Pietro vai preoccupati dell'Ovile e del resto ci penso IO. 

Invece oggi cosa succede che i colui che siede sul trono di Pietro, il Vescovo attuale, come si definisce lui, vorrebbe divenire pastore anche nell'ovile degli altri, e nuotare negli altri acquari, pescare tutto il pescato del mondo, anche quello velenoso, dopo tutto questa azione del pescare anche il velenoso la Chiesa oramai sono alcuni secoli che lo fa, infatti ne vediamo le conseguenze oggi. 

Che essa non sa più come si pesca, ha perso la grazia di Dio nel farlo, non sceglie i pesci li fa entrare, le reti non hanno più le maglie della misura giusta, hanno le maglie molto larghe per cui possono entrare anche gli squali che divorano gli altri pesci e poi questi si ergono a paladini e censori di tutti. 

Così che la chiesa invece di essere dominata da pesci divenuti pastori mansueti e santi, è governata da squali, per fortuna che l'opera di Dio in qualche modo procede lo stesso, perchì qualche pesciolino riesce a sfuggire agli squali e arriva anche in alto. Certo che però quando a governare il regno della terra sono gli squali divenuti lupi, le cose prendono una piega non tanto simpatica. 
E oggi giorno si vedono i risultati. 


Come dovrebbe essere un pescatore-pastore?

Vediamo un attimo di capire le caratteristiche di un pescatore e di un pastore, sono entrambi dei soggetti che hanno a che fare con gli animali, con la natura, e vivono con essa a stretto contatto, uno li pesca usando le reti, la fiocina, l'amo, etc, e ha molta moltissima pazienza, attende che il pesce arrivi ed abbocchi, e alle volte lo conduce dove vuole. Il pescatore conosce bene il mare, sa nuotare, ma conosce molto bene le specie che vivono nelle acque dei fiumi, laghi, ma il mare ha maggiori difficoltà e pericoli. Il pescatore sa distinguere il pesce commestibile da quello velenoso, e una volta tratte le reti trattiene solo quello buono, il resto lo da in pasto agli uccelli. Esso conosce molto bene anche i pericoli che il mare cela, le secche, gli scogli, i ghiacci, le tempeste, "mostri" marini etc. Tutto questo un vero pescatore sa, ma chi è pescatore affina il suo carattere, perchè un pescatore deve avere delle caratteristiche particolari non tutti sanno essere pescatori a questo mondo, non tutti lo sono. 


E un vero pastore come deve essere, intanto deve conoscerne l'ambiente dove portare le sue greggi, deve conoscerne i pericoli e le piante che le greggi devono mangiare, da quelle velenose, sia per produrre latte buono, che un bel manto, deve conoscere anche le varie varietà di pecore, capre ed altri animali adatti ad essere portati al pascolo. Ma le caratteristiche di un pastore quali sono? certamente una persona calma, meditativa, che ama anche la solitudine, forte di fisico, carattere che non si spaventa, che segue con occhio attento il suo gregge, che sa far partorire gli animali e tiene presso di se i piccoli, quindi anche un soggetto che ama il gregge, non solo perchè esso porta a lui cibo o denaro, ma proprio un legame affettuoso, con gli animali. 


Possiamo dire che i due soggetti pescatori e pastori sono molto simili, per molte caratteristiche ma ci fa capire che il Signore voleva che la scelta per la sua chiesa cadesse su questo tipo di soggetti principalmente, con caratteri sia forti, socievoli, mansueti e che non temessero i pericoli del mondo, quindi anche temerari.

Quindi abbiamo due soggetti, ma ne manca un terzo, quale? 
Il falegname, il più importante di tutti.

Gesù era falegname, non era pescatore, non era pastore, ma questo cosa significa.
Il fatto che Gesù fosse falegname non era causale, era voluto dal Padre Eterno, era calcolato, ma perchè cosa celava il lavoro del falegname, molto semplice, guardiamo attentamente cosa fa un falegname, prima di tutto deve saper scegliere tra le varie essenze, quella che è migliore per quel dato lavoro, c'è quella che serve per costruire mobili, quella che serve per fare barche, quella che serve per edificare case, e templi, costruire armi e croci, ogni essenza ha delle precise caratteristiche. Ma deve conoscere e saper fare anche gli strumenti per poter lavorare questo legno, per cui conosci i metalli, e vari strumenti adatti per tale lavoro. 


Ma chi è falegname sa anche disegnare, sa far di conto, sa misurare, etc, quindi anche un lavoro intellettivo, ma anche un po di fantasia è necessaria, il legno con gli attrezzi giusti, può essere modellato, come si vuole. Ma questo essere falegname effettivamente cosa significa, sotto questo aspetto del falegname si cela un piccolo mistero, che Gesù in un certo senso ha tenuto nascosto anche se lo ha rivelato ai suoi apostoli, però il falegname ha una caratteristica quella di saper modellare non solo il legno ma anche la creta, quindi cosa cela veramente il falegname nel caso specifico di Gesù, che questo ruolo che Dio Padre gli da, voleva far capire a noi che egli era lo stesso modellatore che plasmò la creta in origine. Infatti poi sulla via di Emmaus quando incontra Filippo, Gesù rivela la sua vera identità dice ad esso che Egli è la stessa persona del Padre. Ma naturalmente Filippo non riusci a comprenderlo, come non lo comprendiamo noi. 


Altro particolare che Gesù è lo stesso Padre ce lo rivela proprio lui, quando dice che se non fosse andato via, i suoi apostoli non avrebbero mai avuto lo Spirito Santo, eppure Gesù ha uno spirito in se, che appunto è lo Spirito del Padre, ma qui è un po complicato spiegare. 


Come essere umano, non nato da due esseri umani, ma da uno solo è nettamente diverso da noi, per quanto Egli fosse simile nell'aspetto, il Suo spirito non era Spirito Santo, come lui stesso dice, ma era lo stesso Spirito del Padre celeste, per questo Gesù operava sopratutto di Sabato. Gesù non aveva l'anima come la nostra, Gesù aveva lo Spirito del Padre Celeste, quindi la sua anima era proprio il Padre Celeste, qualcuno dirà ma se prega il Padre Celeste come è possibile? 
E' possibilissimo, il Padre Celeste era dentro di lui tanto quanto nei Cieli. 
Dio non è come noi, statico, può essere ovunque in qualsiasi luogo e in qualsiasi essere nello stesso momento, per cui non c'è nessun problema. 


Noi facciamo un grande errore, pensiamo a Gesù sempre come un essere umano e non vediamo in Lui un Dio, ma anche nei confronti di Dio, facciamo lo stesso pensiero e ragioniamo con la nostra misera testa, come disse l'angelo a S.Agostino, "E tu come puoi pensare di comprendere Dio, che è infinito, con la tua mente, che è così limitata?!"


Noi siamo così come disse l'angelo, incapaci di vedere oltre il nostro naso, ma estremante presuntuosi, sopratutto chi si appresta sedere in alto tra gli uomini, e se qualcuno si azzarda a fare discorsi come questi, subito la nostra reazione è quella di considerarlo un eretico, senza sapere nulla di Dio. Perchè in realtà effettivamente di Dio non sappiamo proprio nulla. 
Ma sulla base delle nostre presunzioni spesso condanniamo gli uomini, che non la pensano come noi. 
O sbaglio!!! Spesso mossi anche da grande invidia. 


Quindi ci fa capire che i suoi pastori-pescatori dovevano essere anche falegnami specie chi si siede in alto. La caratteristica di tutti e tre ne fanno dei soggetti particolari, molto sensibili, verso il mondo tutto, questi tre tipi di lavori affinano molto alcune caratteristiche umane, importanti per Gesù, anche se poi nella scelta dei 12, all'interno del gruppo ci sono diversi altri soggetti, come l'esattore delle tasse, etc. Quindi dice tra voi ci può stare anche quello che tiene l'amministrazione, ma non che questo sia il primo della classe, non che questo sia l'attività primaria, se no altrimenti li avrebbe scelti tutti così, invece la maggior parte erano pescatori e tutti dovevano divenire pastori. 


Però colui che plasma e cerca i suoi agnelli è il primo!

E nessuno può esser a Lui superiore, quindi come Cristo disse non esiste un discepolo superiore al suo maestro come dire che Nessuno nella chiesa sarebbe dovuto essere un maestro perchè solo Dio è Maestro e Re dei pastori-pescatori.