domenica 29 marzo 2015

GESU CI RIVELA COME RICEVERE DONI!

Mettersi in ascolto per ricevere doni!


Luca 8,16 Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la pone sotto un letto; la pone invece su un lucerniere, perché chi entra veda la luce.
 17 Non c'è nulla di nascosto che non debba essere manifestato, nulla di segreto che non debba essere conosciuto e venire in piena luce. 
18 Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche ciò che crede di avere».

Vediamo di analizzare bene le tre frasi apparentemente semplici .

Luca 8,16 Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la pone sotto un letto; la pone invece su un lucerniere, perché chi entra veda la luce.

Questa parabola parla della luce di Dio che chi la possiede non la deve nascondere, ma la deve porre in un luogo alto affinché essa illumini tutt’intorno, in modo che chi dovesse entrare in quel  luogo veda ciò che la luce illumina. Ma ha anche un altro senso, questa luce che deve essere posta in alto è l’anima che non deve essere nascosta ma portata alla luce.
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17 Non c'è nulla di nascosto che non debba essere manifestato, nulla di segreto che non debba essere conosciuto e venire in piena luce.

Che quello che appare celato deve essere rivelato, che il Signore non ha celato nulla che tutto deve essere reso noto,  quindi portato alla luce, cioè fatto conoscere, rivelato.  
Apparire celato sta ad indicare, che anche se la verità è li di fronte alla persone, scritta in un certo modo tipo apocalisse,  non tutti sanno leggerla e chi sa leggerla deve rivelarla.  In sostanza è quello che dice. L’apocalisse significa rivelazione, cioè rendere noto ciò che è celato.
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Questo terzo pensiero è il più complesso ma grazie allo Spirito Santo ci sono riuscito.

La parte più interessante è la prima “Fate attenzione dunque a come ascoltate” cosa intendere dire in quanti modi noi possiamo ascoltare?

Si ascolta con le orecchie, il suono, la voce.

Si ascolta con la mente , si perché si deve sapere che il cervello è in grado di ricevere ed anche inviare onde sonore di tipo elettromagnetico, quindi potremo dire che ascolta.

Si ascolta anche con lo spirito, cioè la nostra anima non è un “organismo” che è ferma li che non fa nulla, continuamente essa ascolta o è in ascolto ciò che dall’etere le arriva, quindi sta in attesa di ricevere buone o cattive notizie, mettiamola così.

Vediamo:” fate attenzione a come ascoltate “. Il termine importante è  “a come “, indica una similitudine , assomigliare all’ascolto, cioè sta dicendo che non parla dell’ascoltare realmente con le orecchie qualcuno, ma del percepire, dice percepite la parola, è un senso diverso dell’ascolto reale della parola è una percezione, un ascoltare di tipo spirituale. In sostanza vi dove mettere in ascolto di Dio!

“”perché –“indica spiegazione.

(Ha) questo verbo avere è il nocciolo della frase.

(A chi Ha) cioè a chi ha lo Spirito Santo in se! (Sara dato) un dono!!!

“ a chi ha sarà dato””  se questo non è un ascolto uditivo, è un ascolto spirituale, di conseguenza alla persona che sarà dato, si riferisce al dono spirituale. Ma è sempre in relazione con le altri frasi soprastanti.. quindi di che dono parla? del dono dell’interpretazione corretta della scrittura celata.

“ma”eccezione

(a chi non ha) chi non ha lo Spirito Santo in se, sarà tolto quel che eventualmente potrebbe avere. Questo significa che tutti gli esseri umani nascono con qualche dono,  ma se essi non lo curano, quindi ascoltare nel modo giusto mettendosi in ascolto dello Spirito,  il dono lo perdono.


Ma c’è una altra eventualità ….

(ciò che crede) indica che la persona crede di avere qualcosa che non ha, però lei si convince di possedere qualcosa.

anche ciò che crede di avere quindi se la persona non possiede lo Spirito Santo perché non è capace di porsi in ascolto di esso, quello che pensa di avere gli verrà tolto. 
Gli verrà tolto il pensiero di avere qualcosa.

Potremo leggere le frasi così che diventa più facile la comprensione..

:” fate attenzione a come ascoltate a chi (ha) sarà dato ….  Dice a chi ha lo spirito in se sarà dato un dono!

:” fate attenzione a come ascoltate ““ a chi (non ha) sarà tolto” Dice che chi non ha lo spirito in se sarà tolto anche quello che ha di suo naturale.

:” fate attenzione a come ascoltate “““anche ciò che crede di avere”in questa dice che oltre a togliere quello che ha di natura, gli verrà tolto quello che crede di avere  e non ha.

In collusione la parabola è diventa semplice e chiara …

Gesù ci dice, che ciò che è celato deve essere rivelato da chi ha la capacità non mentale non culturale, ma spirituale di comprendere la sacra scrittura, perché tutto quello che è stato rivelato nella sacra scrittura è lì a disposizione, di chi ha lo spirito della rivelazione, ma per ottenere un dono dallo Spirito Santo bisogna mettersi in ascolto cioè fare silenzio dentro di noi, ascoltare e far parlare lo Spirito Santo. 

E diceFate attenzione dunque, a come ascoltate; perché, a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto; anche ciò, che crede di avere».

Quindi è chiara e la semplice parabola, se impari ad ascoltare o ti metti in ascolto dello Spirito cioè di Dio, otterrai doni, ma se non lo farai, non solo perderai quello che di tuo hai, ma se ti illudi di avere doni, perderai pure quelli.

Questo però indica che il mettersi in ascolto, non è un segno di cultura, il Signore non vuole che tu impara la scienza umana o la teologia per ascoltarlo, il Signore vuole solo che tu apra il tuo cuore, la tua mente e la tua anima e tu gli permetta di penetrare in te, solo così otterrai la sua parola e i doni. Sarà il signore che ti riempirà della sua Sapienza e delle sua scienza, così tu avrai una sapienza superiore a qualsiasi essere umano, anche al miglior teologo.



LA CHIESA NON POGGIA SU PIETRO MA SU CRISTO!

TU SEI PIETRO!

Matteo 16:14-18
14 Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». 15 Disse loro: «Voi chi dite che io sia?». 16 Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 17 E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. 18 E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.


Intanto vediamo di capire cosa c’è scritto:


il passo del vangelo di Matteo pare facile, e quasi ovvio, però in questo passo come in altri, vi è una certa stranezza, qui non si capisce perché Gesù debba chiamare Simone come Pietro, quando continua in tutti i vangeli chiamandolo Simone di Giovanni, i testi dei vangeli sono un mix tra le parole Simone di Giovanni, figlio di Giona, Simon Pietro e Pietro … ma sarà mai possibile che Gesù usi tutti questi soprannomi per identificare un solo soggetto? Poco probabile!

In tutti i 4 vangeli si nota che Gesù fa ampio uso dei soprannomi quando si parla di Pietro, sarà veramente la verità? Parrebbe che Gesù usi 4 soprannomi per identificare un solo soggetto, sarà mai possibile?

Simone di Giovanni, detto figlio di Giona, detto Simon Pietro e detto infine Pietro … come abbiamo visto nell’ultimo capitolo di Gv. 21 sta scritto che Gesù per ben tre volte chiama Pietro con il suo vero nome, Simone di Giovanni e non Pietro … evento successivo alla resurrezione quando tutto quello che Gesù ha fatto ha già stabilito e reso concreto, cioè concretizzato, ciò sta ad indicare che la parola Pietro non rientrava nella mente di Gesù, mentre il suo nome natio si, Simone di Giovanni, se no l’avrebbe chiamato Pietro.

Mentre in questo passo-evento precedente alla resurrezione, Gesù chiama Simone di Giovanni primo figlio di Giona, che va ancora bene, poi lo chiamerebbe Pietro, la cosa è alquanto strana, perché io se mi riferisco ad una persona che chiamo sempre nello stesso modo, non cambio soprannome quello che gli ho dato glielo lascio, ma Gesù mostra invece che chiama Pietro” sempre con il suo nome di nascita Simone di Giovanni. Qui si capisce che questo soprannome non fu Gesù a darlo Simone, ma che è stato attribuito all’apostolo in un tempo successivo forse da qualcuno che ha voluto far combaciare la pietra con Pietro in modo da determinare un acclamazione o un primato.


Io credo che se Gesù ha detto questa frase, e non ho nessun elemento per poter dir diversamente.

Non vi fosse scritto: tu sei Pietro, ma vi fosse scritto , ma tu sei Simone di Giovanni, o solo Simone, oppure non vi fosse alcun nome, tanto Gesù in quel momento parlava con Simone e quindi il rifermento era lui.

A pensarci bene perché chiamare e dire a Pietro che è lì presente che parla con te … Tu sei Pietro, che senso ha? … è logico che lui è Pietro e che ti sta ascoltando … quindi è molto probabile che Gesù questa espressione non l’abbia detta.

Penso che la frase vera fosse questa: “Simone(tu) su di me(pietra/roccia) edificherai la mia chiesa……” probabilmente la roccia era intesa come fondamento solido indistruttibile, anche perché a quel tempo non vi era nulla di più duro di una roccia e quindi il paragone era logico.

Allora intanto dobbiamo capire chi è la pietra o la roccia, se ipotizziamo che la pietra o la roccia è Pietro allora la chiesa si sorregge su Pietro e Pietro a tutti gli effetti è il fondatore della chiesa.

Ma rileggiamo meglio le parole di Gesù: Gesù dice “la mia chiesa…… “non parla della chiesa di un apostolo, ma della chiesa di Dio, quindi si comprende bene che il termine pietra o roccia non è riferito a Pietro = Simone di Giovanni ma a se stesso, Gesù è la Pietra o la Roccia, “su questa pietra” cioè su se stesso porrà le fondamenta della chiesa, e poi aggiunge, "le porte degli inferi non prevarranno contro di essa", non si riferisce solo alla chiesa, ma anche alla roccia … e quindi ne viene fuori che ovviamente il Male non può prevaricare su Dio, perché Gesù con la sua morte e resurrezione ha vinto il maligno in toto, per cui nessuno potrà mai sconfiggerlo … di conseguenza ne viene fuori che Pietro è solo colui che ha ricevuto da Gesù l’ordine di edificare in terra la Chiesa di Cristo, e di fondarla su Gesù stesso di porre le sue fondamenta che sono i sui 12 apostoli piantati sulla roccia che è Cristo!

Invece gli uomini di Chiesa hanno di proposito voluto confondere le idee, con il nome di Pietro aggiunto, e  poi la questione della parola Pietra per cui chiunque leggeva assimilava Pietro a Pietra e far credere a tutto il mondo per 2000 anni che Pietro fosse la Pietra cioè la roccia su cui è fondata la chiesa, quando invece se la chiesa non è costituita dai 12 pilastri e se non poggia su Cristo essa verrà distrutta … per questo Gesù fonda un gruppo di 12 apostoli che dovevano essere i 12 pilastri ben piantati sulla roccia, cioè su Cristo che è il tronco della chiesa, mentre le sue radice sono piantate ” sulla terra dell’ortolano” cioè Dio Padre. Anche la parabola della casa piantata sulla Roccia ha lo stesso senso, allude sempre a se stesso. Gesù è la roccia sulla quale la chiesa deve porre le sue 12 fondamenta, era questa la vera idea iniziale di Gesù. Dopo tutto la visione apocalittica di Giovanni ne è proprio la dimostrazione reale di quello che Gesù voleva e che Gesù poi dimostrerà in un prossimo futuro, nella Gerusalemme celeste.

Non per nulla essa è formata da 12 pilastri, i quali non solo rappresentano i 12 apostoli, ma anche le 12 tribù di Israele, ecc … per cui la chiesa doveva essere simile alla città celeste, la nuova Gerusalemme. Invece l’uomo ha cambiato l’idea di Gesù, e ha posto un solo apostolo a capo di essa. Quindi Gesù in quella frase


“Tu sei “Pietro” e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.”

non dice che Pietro è il capo della chiesa gli da solo l’ordine, il comando e l’onore di edificare la sua chiesa, a nome SUO cioè di Cristo stesso, ma posta come cardine unico in Cristo stesso, non certo su Simone di Giovanni, che non è Dio.

La responsabilità non è di Pietro assolutamente, ma di coloro che sono venuti dopo di lui, che hanno deciso di interpretare la scrittura secondo più un intendimento politico che di fede. Evidentemente per dar valore divino alla chiesa, pensavano che si dovesse porre uno degli apostoli come capo in assoluto della chiesa stessa quando invece il capo, il re, il fondamento, la roccia o la pietra è solo e solamente GESU’.

Pietro come essere umano per quanto avesse ricevuto come tutti gli altri apostoli lo Spirito Santo in egual modo, esso non è il figlio di Dio carnale, non è Dio con Dio, e non possedeva nessun potere suo indipendente da Gesù. Per cui se la chiesa fosse stata costruita su una roccia chiamata Pietro, sarebbe crollata in poco tempo. Perché il potere che ne veniva a lei, veniva da Pietro che non ne possedeva. Quindi la chiesa poggia non su Pietro ma su Gesù , la barca non appartiene a Pietro ma a Gesù, e Pietro è ormai chiamato così, è solo il gestore della barca, non il proprietario.

Quindi Simone di Giovanni detto Pietro e confuso con Pietra, rimane ed è uno dei 12, al pari di tutti gli altri.

Qui non vi è scritto che egli è il capo della chiesa, dice solo che ha l’autorizzazione da parte di Gesù di edificare la Sua chiesa in senso fisico e spirituale, come avvenne in egual modo con S. Francesco anche a lui ricevette questo ordine.

Gesù diede l’ordine di edificare una chiesa umile e penitente, perché? se lo aveva già detto a Pietro?

Il fatto stesso che Gesù comanda a S. Francesco di riedificare la sua chiesa, fa capire che Pietro non poteva essere l’unico e il primo, perché altrimenti Gesù non avrebbe detto a S. Francesco di ricostruire la sua chiesa.

Potremo dire che esiste una chiesa dell’uomo e un'altra è la chiesa di Dio …

Ma comunque non si può esludere che Gesù gli avesse dato questo soprannome di Pietro, forse non perchè lui(Gesù) lo chiamasse così, ma solo per dirgli di farsi chiamare(Pietro) in un tempo posteriore dagli altri. 
Il fatto però che i revisori abbiamo mescolato le parole come se fosse un puzle fa un po pensar male, nel senso che Gesù senza ombra di dubbio non ha mai mescolato il nome Simone con Pietro, o altro, perchè da l'impressione che si voglia gradatamente far spostare il nome vero da Simone di Giovanni , passando a Simon Pietro e in fine a Pietro, una gradualità fatta di proposito, solo per far coincidere la parola Pietro con pietra e far credere a tutti che Pietro fosse la pietra su cui la chiesa poggia, cosa falsa!.

Secondo il mio punto di vista, i 12 apostoli avevano realmente costituto una chiesa, almeno dal punto di vista spirituale, anche perché lo si comprende dai discorsi che Paolo di Tarso fa in loro presenza, e si capisce che questa iniziale chiesa era fondata proprio secondo quanto Gesù voleva, cioè con un assemblea di 12 apostoli, ognuno dei quali molto probabilmente aveva sotto di se una comunità, rientrava nella stessa logica dell’unica chiesa, quindi 12 comunità per ogni apostolo. Quasi sicuramente essi si ritrovavano per discutere delle problematiche inerenti alle loro comunità, per darsi delle regole comuni, forse era proprio questo l’intento che Gesù voleva, non una sola comunità cristiana ma 12. Se ci pensiamo bene, 12 comunità sotto la medesima Chiesa, potevano determinare nel corso dei secoli degli eventi che molto probabilmente avrebbero impedito sicuramente lo sviluppo di certe religioni come poteva essere l’islam. Ma certamente ognuna di esse  avrebbe influito molto sul territorio e sulle relazioni socio-politiche, con sviluppi imprevedibili e forse meno drammatici di quelli che si sono determinati nei secoli.



Penso che dopo la morte dei 12, queste comunità abbiano subito uno sbando, e sono iniziati i contrasti tra di loro, per ragioni egemoniche di territori e supremazie tanto che per circa due secoli ci fu un caos … alla fine dei quali, solo uno dei 12 ha preso il sopravvento … e quindi oggi siamo così …

Si deduce dai testi, che i 12 apostoli loro stessi era un po’ in guerra tra di loro, non erano sempre concordi sul da farsi e neppure le loro idee era uniche e perfino sulle parole stesse Gesù spesso non erano concordi,  si evince dalla scritture, Paolo li rimprovera e li corregge.

Quindi ovviamente per darsi una chiesa mono - apostolica, la chiesa nascente post-Apostoli, ha sicuramente interpretato a suo modo alcuni passi della parola Gesù forzando la mano.

Cmq sia l’importante ora, è che la chiesa sia la chiesa di Cristo e non di Pietro, ormai i danni sono stati fatti, indietro non si torna, però sarebbe il caso che nella nostra era moderna venga finalmente a galla la verità. Tanto nessuno può demolire nulla, la chiesa di oggi ha un potere enorme ed interessi enormi, a meno che rivelare la verità non sia pericoloso per la sua stabilità. Ma come si dice presto o tardi la verità verrà rivelata.

sabato 28 marzo 2015

IL VERO VOLTO DI’ GESU’

IL VERO VOLTO DI’ GESU’

Giovanni 20,15

” Gesù le disse: «Donna(Maddalena), perché piangi? Chi cerchi?» Ella, pensando che fosse l'ortolano/(custode), gli disse: «Signore, se tu l'hai portato via, dimmi dove l'hai deposto, e io lo prenderò».

Giovanni 21,1-14

1 Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: 2 si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. 3 Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma in quella notte non presero nulla.
4 Quando già era l'alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. 5 Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». 6 Allora disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci. 7 Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi la sopravveste, poiché era spogliato, e si gettò in mare. 8 Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri.
9 Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. 10 Disse loro Gesù: «Portate un po' del pesce che avete preso or ora». 11 Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. 12 Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», poiché sapevano bene che era il Signore.

13 Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro, e così pure il pesce. 14 Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai morti.


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Questi due passi del vangelo descrivono qualcosa di simile, l’aspetto di come Gesù si presentò agli apostoli dopo la sua resurrezione non più nelle sue fattezze e lineamenti, ma con fattezze diverse, perché? Nel primo passo dove la maddalena chiede a quest’uomo che le pareva essere un ortolano o custode,  dove avesse portato Gesù, non lo riconosce assolutamente, aveva un aspetto diverso.

Nel secondo passo si legge qualcosa di simile, “ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù”

Come si può vedere Gesù non si fa riconoscere, qualcuno potrebbe pensare che non volesse farsi riconoscere, ma siamo certi che sia così?

Perché si mostra con sembianze diverse da quelle che gli apostoli conoscono?

Perché la maddalena lo vede come un ortolano o un giardiniere o un custode?

In sostanza Gesù non ha più l’aspetto di quando era in vita, ora che è risorto.
Molto probabilmente Gesù ha ripreso le sue vere sembianze, quelle che gli appartengono realmente, quelle legate al suo spirito, le medesime sembianze del Padre Suo.

Ma perché lo identifica come un ortolano o un custode? 
Che sembianze può aver un custode o un ortolano?

Certamente qualsiasi sembianza, di qualsiasi essere umano, non dovrebbe esserci una connotazione ideale di chi può avere quelle sembianze, eppure nelle mente della Maddalena, lo vede con quel l’aspetto,  certamente un ortolano ha un aspetto fisico diverso da un banchiere, da un soldato, da un medico o un avvocato, sicuramente un ortolano cioè un contadino, ha un aspetto un po’ consumato, di lavoratore delle terra, può essere che Gesù nella sua effettiva natura abbia quell’aspetto, come di un uomo che coltiva un giardino,(EDEN)  i campi, le vigne, ecc. Effettivamente i discorsi che Gesù faceva erano tutti incentrati all’agricoltura, parlava spesso di pane, di vino, di pesci, di agnelli, tutto un mondo legato alle cose delle terra, della natura e ai lavori manuali, come se esso fosse un lavoratore di questa terra, dalla quale ricavava i suoi frutti con le sue mani e il duro lavoro.

Certo noi vederlo diverso dalla sue sembianze che ci siamo abituati a vederlo in un certo modo, sarebbe un po’ scioccante, però potrebbe benissimo essere che il suo aspetto non sia quello cui siamo abituati vedere.

Quindi quale volto aveva e ha Gesù dopo la resurrezione? 

C'è da chidersi se quello con cui spesso si mostra nelle apparizioni è il suo volto che ha ora, e quando era in vita che volto aveva?  Oppure l'esatto contrario! 

Gli apostoli infatti non lo riconoscono, tanto da passare inosservato, come se fosse stato per loro invisibile, quindi non aveva alcuna somiglianza al loro maestro Gesù.

La seconda affermazione lo dice chiaramente E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?»


Vediamo…

La frase è contraddittoria, infatti se ci pensiamo bene, nessuno dei discepoli osava chiedergli chi era  Ma poi dice poiché sapevano chi era …. ma questo è una contraddizione non puoi dire - non ti chiedo chi sei, perché so chi sei, non esiste.  Se io so chi sei, non mi pongo neppure il pensiero di voler sapere chi sei, è illogico.
Quindi loro non sapevano chi era Colui che si era presentato a loro, ed avevano timore di chiederglielo temendo forse di fare brutta figura, ma non erano certi che egli potesse essere chi forse pensavano che fosse.
Ma non avevano la certezza, perché la frase è chiara è un dubbio che loro non sanno chi fosse colui che si è presentato. Potremo dire invece che temevano di chiedere se colui che era li innanzi a loro era realmente Cristo visto che le sue sembianze erano completamente diverse da quelle che loro conoscevano.


Simone di Giovanni , detto Pietro.

  
Simone di Giovanni , detto Pietro.


Qui c’è da fare un po’ di chiarimenti su chi ha ri-scritto il testo …
Voglio portare alla vostra attenzione una frase che non ha nulla di strano , salvo il fatto che essa dimostra un particolare direi un po’curioso …. Il testo qui sotto del vangelo secondo Giovanni 21, riporta la conversazione che Gesù ebbe con i suoi discepoli, in questo caso Simone di Giovanni detto Pietro.

Voglio  far notare un particolare descrittivo della prima frase e separare la descrizione della parola di Gesù, per mostrare che in questo testo vi è un errore molto evidente, di cui nessuno ha fatto caso .
Non voglio analizzare il contenuto delle discorso di Gesù, ma la struttura del testo .

“…. Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?»….”

Cosa ci mostra questo discorso?
Osserviamo bene e cerchiamo di capire bene .
Il discorso è una narrazione di un soggetto che descrive l’azione che si sta svolgendo in quel determinato tempo …. Quindi un soggetto che diventa osservatore. 

Ma l’osservatore fa un errore... oppure bisogna pensare che non sia l'osservatore ma un soggetto terzo che ha ristrascritto il testo a posteriori.

Separiamo la frase in questione.
“…. Gesù disse a Simon Pietro:”  questa parte è la descrizione dell’osservator o del ri-scrittore o revisore non è parola di Gesù.

“«Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?»….”  questa parte invece è parola di Gesù.

Cosa notiamo tra le due parti.
Che l’osservatore o il revisore del vangelo, chiama Simone di Giovanni con il termine Simon Pietro, mentre Gesù lo chiama Simone di Giovanni.

Ma questo cosa ci fa capire, che Gesù anche dopo la sua resurrezione ha fisso nella sua mente , il vero nome di “Pietro” che è Simone di Giovanni, non Pietro.

Ma questo cosa ci dice in definitiva, che, chi ha ri-trascritto o riveduto il documento, vorrebbe spingere e far credere, quasi far dire a chi legge che Gesù avrebbe chiamato l’apostolo con il nome di Simon Pietro quindi Pietro, quando invece Gesù ha chiamato l’apostolo, Simone di Giovanni. Ecco dove sta l’errore che la chiesa fa, ma forse non è nemmeno un errore, è proprio una volontà di far credere che Gesù abbia chiamato l’apostolo Pietro; quando invece anche dopo la resurrezione lo continuava a chiamare col suo nome di nascita, Simone di Giovanni.

Il fatto stesso che Gesù richiama usando sempre lo stesso nome Simone di Giovanni  per ben tre volte, fa capire molto chiaramente che la parola Pietro non era nella testa di Gesù, ne prima né dopo la sua morte. Questo significa che è una forzatura, altrimenti Gesù avrebbe chiamato Simone di Giovanni con il suo nuovo nome Pietro o Simon Pietro.

In questo passo”” 20 Pietro allora, voltatosi,” si passa direttamente a chiamare Simone di Giovanni, Pietro baipassando direttamente come Gesù chiamò realmente l’apostolo per inculcare nella mente del lettore il nuovo nome, questa è un azione strategica. In questo testo si nota l’azione astuta del riscrivente, che non è certo Giovanni apostolo, vi era qualcuno che aveva interesse diretto a spostare l’attenzione dal vero nome di Simone di Giovanni usando un intermedio Simon Pietro per finire in Pietro così che chiunque avesse letto, avrebbe pensato che Gesù avesse dato a Simone di Giovanni un soprannome quando questo passo del vangelo dice il contrario.. perché altrimenti Gesù avrebbe chiamato Simone di Giovanni,  Pietro subito e non lo avrebbe chiamato con il suo nome di nascita.

Ora bisognarebbe capire chi potrebbe essere stato a scrivere una cosa del genere, senza ombra di dubbio l'apostolo più amato da Gesù, non lo avrebbe mai fatto, quindi il soprannome chi lo ha attribuito a Simone di Giovanni? Certamente qualcuno in tempo posteriore alla morte degli apostoli forse per un altro scopo.

Questo passo, in cui Gesù chiamerebbe il "primo" Apostolo con il suo nome di nascita, Simone di Giovanni fa capire che questo apostolo era pari degli altri, cioè non era ne primo ne ultimo, lo tratta esattamente come tutti gli altri, nel passo infatti non dice nulla sul fatto che "Pietro" sia il primo, ne che "Pietro" doveva essere il capo degli apostoli, dice solo ed insiste a chidere a Simone di Giovanni=Pietro se  egli lo ama e gli comanda di gestire le percolle, come poi in realtà fece a tutti gli apostoli egualmente.....qui non cè scritto e Gesù non dice che Simone di Giovanni era il primo, ne tantomeno come sarebbe morto, come dice la chiesa,  anzi questa descrizione ben si comprende che non possono essere stati gli apostoli a scriverla ma qualcu'altro molto tempo dopo, perchè nessuno di loro sapeva come Pietro fosse morto realmente, quindi in questo testo potremo dire che c'è lo zampino degli uomini di chiesa che hanno fatto un altro errore nel commentare come Pietro fosse morto. 

Invece si comprende che Gesù gli dice in sostanza che quando sarebbe stato vecchio sarebbe stato condotto da altri dove non voleva andare, indicando che avrebbe assunto un valore importante, nella comunità dove esso era, ma non gli ha detto nulla sul primato. 

Invece il voler confondere il nome reale Simone di Giovanni con il soprannome Pietro, ideato da altri posteriori all'evento indica che si vuole portare la gente a credere per interessi diversi, a qualcosa che non era vero.  

Oltretutto da notare che il contenuto dei testi dei vangeli, stessi è molto commentativo alle frasi della parola di Gesù... come se i commenti fossero stati introdotti da altri, potremo pensare agli apostoli stessi, ma bisogna vedere veramente se è così. Certamente in questo caso, sicuramente gli apostoli non avrebbero mai contradedetto la parola di Gesù e non avrebbero creato confusione di proposito tra le diverse diciture del nome di Simone di Giovanni...visto che la parola di Gesù in questa parte del testo si riferisce a dopo la sua resurrezione e quindi nella forma spirituale e non più anche carnale. 

Quindi Gesù in questo frangente parla ai suoi discepoli come Dio, non solo più come un essere umano carnalmente vivo...facciamo attenzione a questo particolare estremamente importante... E' Dio che parla in Gesù come fu sempre, però in questo contesto esso ha riassunto la sua figuara reale e ripreso il suo posto accanto a Dio Padre, mai Gesù avrebbe detto qualcosa di difforme al vero pensiero di Dio Padre, quindi Simone di Giovanni era il vero nome ed unico , non Pietro. 



Pietro vuole allontanare Giovanni dal gruppo degli apostoli.

Però Giovanni è l’unico veramente che  riconosce Gesù sul lago di Tiberiade prima di tutti gli altri 
Giovanni 21,1-14 “”7 Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». “”… anche perché poi Pietro ha quell’atteggiamento un po’ strano di correre per primo a riceverlo, come per far vedere che lui era il più importante, “”Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi la sopravveste, poiché era spogliato, e si gettò in mare.””
In sostanza si legge questo atteggiamento in Pietro di notevole rivalità con Giovanni e lo si evince anche dalla stesse parole che rivolge a Gesù nei confronti dello stesso Giovanni.  

In Giovanni 21,21: Al vederlo, Pietro disse a Gesù: «Signore, e di costui che ne sarà?».
E Gesù risponde: «Se voglio che lui rimanga finché io venga, che te ne importa? Tu seguimi!».

Come se la presenza di Giovanni fosse tra gli apostoli era inopportuna. Già il fatto stesso che si pone nei confronti di Gesù come se egli fosse già un capo, infatti la frase dice: “””e di costui che ne sarà?””  come se Pietro si sentisse così importante da pensare di escludere Giovanni dal gruppo degli apostoli.

come se Pietro avesse voluto in qualche modo forzare la mano di Gesù verso Giovanni, infatti il temine cosa ne sarà sta ad indicare proprio una volontà di estromissione dell’apostolo che Gesù amava di più. Penso che Simone, mal sopportasse la presenza di Giovanni, perché Gesù lo trattava come un fratellino, in modo molto affettuoso, cosa che con Pietro non vi era questo legame. Altrimenti la gelosia di Pietro non sarebbe mai emersa.

Potremo dire invece che temevano di chiedere se colui che era li innanzi a loro era realmente Cristo visto che le sue sembianze erano completamente diverse da quelle che loro conoscevano. 

Oltretutto la risposta di Gesù è un po’ risentita, perché Pietro vuole che Gesù decida su Giovanni, dicendogli: Che te ne importa, sta proprio a sottolineare che Pietro tentava di forzare la mano.. però Gesù gli continua a dire tu seguimi, sta ad indicare che non sta trattando Pietro come un primo ma come uno degli altri.. tu seguimi e accudisci alla mie pecorelle.


Si potrebbe quasi leggere in quel atteggiamento di Pietro, la paura che Gesù volesse nominare Giovanni a primo, perché questo richiamare all’attenzione di Gesù il problema Giovanni, fa capire che per Pietro era un problema non da poco e questo farebbe capire che Pietro non è mai stato nominato primo.

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Vangelo di Giovanni 21,15-25


15 Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti amo». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». 16 Gli disse di nuovo: «Simone di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti amo». Gli disse: «Pasci le mie pecorelle». 17 Gli disse per la terza volta: «Simone di Giovanni, mi ami?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi ami?, e gli disse: «Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecorelle. 18 In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi». 19 Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: «Seguimi».
20 Pietro allora, voltatosi, vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, quello che nella cena si era trovato al suo fianco e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». 21 Pietro dunque, vedutolo, disse a Gesù: «Signore, e lui?». 22 Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Tu seguimi». 23 Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che rimanga finché io venga, che importa a te?».
24 Questo è il discepolo che rende testimonianza su questi fatti e li ha scritti; e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. 25 Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù, che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.

Il peccato che manda l’uomo all’inferno

LA CERTEZZA DELLA FEDE!

STA NEL CREDERE SENZA VEDERE



C.E.I.:
Marco 3,20-29
20 Entrò in una casa e si radunò di nuovo attorno a lui molta folla, al punto che non potevano neppure prendere cibo. 21 Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; poiché dicevano: «È fuori di sé».

22 Ma gli scribi, che erano discesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del principe dei demòni». 23 Ma egli, chiamatili, diceva loro in parabole: «Come può satana scacciare satana? 24 Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi; 25 se una casa è divisa in se stessa, quella casa non può reggersi. 26 Alla stessa maniera, se satana si ribella contro se stesso ed è diviso, non può resistere, ma sta per finire. 27 Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire le sue cose se prima non avrà legato l'uomo forte; allora ne saccheggerà la casa. 28 In verità vi dico: tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che diranno; 29 ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo, non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna, perché dicevano che è posseduto da uno spirito immondo».
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Il pezzo qui sopra del Vangelo ci insegna delle verità che l’uomo preferisce non vedere ne sentire … ne tantomeno applicare..

Per uomo non intendo solo il laico ma anche il religiose, molto spesso ahimè, i religiosi pensano di essere fuori da questo ragionamento…

I sacerdoti parlavano di Gesù: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del principe dei demòni».

E Gesù rispondeva loro:” «Come può satana scacciare satana? “

“”In verità vi dico: tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che diranno;  ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo, non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna».””

Le parole di Gesù sono chiare parlano di due argomenti consequenziali, anche nel secondo dello Spirito Santo fa capire altro …

I sacerdoti secondo la parola di Gesù avevano commesso peccato contro lo Spirito Santo dicendo che Gesù era un pazzo, perché indemoniato …. Ma stoltamente e cercando di far leva sul popolo, per far credere loro che essi avevano ragione, dissero che satana può a detta loro guarire e fare miracoli, e Gesù invece gli risponde, con estrema logica …

«Come può satana scacciare satana? “

Giustissimo, satana il detentore del male, non può porsi contro se stesso il maligno può non far credere di guarire una persona , perché satana detiene la morte, e non è la vita e non da vita, neppure in una finzione ….

Gesù dice di più in questa espressione, «Come può satana scacciare satana? “

Sta dicendoci che il maligno non ha il potere di operare un bene anche falso … satana può solo fare del male, e non farebbe mai del bene a nessuno..può dissimulare una sua manifestazione in forma diversa, celarsi per ingannare, ma non può far un miracolo per aiutare e guarire nessuno …. Questo Gesù sta dicendo … satana non può agire contro se stesso, satana non può far del bene.

Poi però Gesù dice una cosa più grande verità come importanza per noi cristiani tutti, preti e laici …

“”In verità vi dico: tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che diranno;  ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo, non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna, perché dicevano è posseduto da uno spirito immondo».””

Tutti i peccati e le bestemmie ci saranno perdonati , ovviamente se chiederemo perdono, perché il perdono è la condizione necessaria per ricevere il perdono di Dio.

Ma sottolinea un fatto assolutamente importante …. Più importante di qualsiasi peccato e qualsiasi bestemmia … “””ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna».”” dando dell'indemoniato a chi non lo è o a chi è pieno di Spirito Santo!

Torniamo alla prima parte:
I sacerdoti parlavano di Gesù: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del principe dei demòni».

Qui i sacerdoti avevano bestemmiato contro lo Spirito Santo dato che in Gesù è presente lo Spirito Santo per cui, la loro condanna Gesù gliela anticipò.  Ma Gesù con questo monito fa capire che anche altri soggetti possono cadere nel peccato contro lo Spirito Santo, cerchiamo di vedere cos’è questo peccato …

 La chiesa ci dice che il peccato contro lo Spirito Santo non è altro che dar responsabilità a Dio delle cose che accadono, e lo stesso al demonio, non sapendo noi se una o l’altra è opera di Dio o no.

 Dare colpa a Dio delle cose che noi crediamo sia lui il responsabile …. ma sarà questo il peccato che Gesù intendeva veramente? 

“”Perché dicevano che era posseduto da uno spirito immondo!! “”  la risposta di Gesù sta in questa frase … riferita allo Spirito Santo …  quindi chiunque fa un riferimento diretto o indiretto in senso malevolo verso colui che ha in se lo Spirito Santo, si condanna da solo per l’eternità ed allora ogni suo tentativo di salvarsi sarebbe vano.

Ma sarà riferito veramente a ciò che la chiesa dice?

Pare da come Gesù si è espresso che non intenda dire quello che la chiesa ci ha proposto, credere,  invece indicherebbe dare del pazzo e dell’indemoniato a chi ha in se lo Spirito Santo, praticamente Gesù dice, che l’uomo che fa questo è come se lo facesse verso lo Spirito Santo stesso …

Quindi l’uomo si deve ben guardare dall’insultare e dare del pazzo e dell’indemoniato a  chi ha in se lo Spirito Santo, come fu per il caso stesso di Gesù …

Certamente dar la colpa a Dio delle cose che l’uomo o che il demonio fa è un grave peccato, ma è diverso dal peccato vero e proprio contro lo Spirito Santo … visto che nessun uomo sa dove lo Spirito Santo alberga, neppure un prete.. Gesù fa capire che lo S. Santo può albergare anche non solo nel sacerdote ma in chiunque, e quindi dire che un qualsiasi essere umano che può essere preso dallo Spirito Santo è un indemoniato e/o un pazzo, è fare il peccato conto lo Spirito S. Questo è il vero peccato che non verrà mai perdonato … Quindi dico ai preti che oggi giorni hanno tanto la lingua facile nel condannare, che stiano attenti anche loro a dar dell’indemoniato a persone laiche che potrebbero aver in se lo Spirito Santo dato che loro non possono saperlo!!! Così anche qualsiasi persona non deve farlo verso altri, che siano laici o che siano sacerdoti !!!

Non cambia nulla!!

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Il fatto di aver determinato che questo è il peccato che manda l'uomo all'inferno cioè dare dell'indemoniato ad un profeta, apostolo, ecc che ha in se lo Spirito Santo, è molto più pericoloso di quanto si pensi; se facciamo un attimo di valutazione a ritroso, forse potremo capire quanti sono stati coloro che sono finiti all'inferno, non solo tra i laici, ma anche tra i religiosi, quando in certe profezie si legge che all'inferno sono stati visti molti sacerdoti, forse si potrebbe capire per quale ragioni ci sono arrivati, perchè spesso la chiesa non credendo a coloro che Dio invia quali suoi emissari, per la sua correzione li trattava e li accusava di essere degli indemoniati per cui si autocondannavano senza speranza... 

“””ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna perché dicevano è posseduto da uno spirito immondo».””

Lo dice Gesù che, chi da dell'indemoniato ad un individuo che ha in se lo Spirito Santo fa peccato mortale non perdonabile ... 


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Questo testo ci fa capire un altra cosa, che chiunque si oppone alla parola scritta nella sacra scrittura cioè A.T e N.T fa peccato contro Dio cioè contro il Suo Santo Spirito, ora al giorno d'oggi ci sono molti che attestano cose contrarie a quanto detto e descritto nel testo sacro, per esempio don Bortoluzzi anche se prete, asserisce cose contrarie a quanto descritto nel testo sacro, facendo in sostanza esattamente questo peccato, dire che Adamo che significa nato dalla terra o plasmato dalla terra e farlo passare per satana è fare lo stesso identico peccato che fecero  i sacerdoti al tempo di Gesù, quindi fece peccato contro lo Spirito Santo basta questo per dire che l'opera che tutti acclamano come autentica è falsa e e fallace. 

Ma anche coloro che pongono dubbi e perplessità sul fatto che Cristo forse non sarebbe risorto, commettono lo stesso peccato. Infatti, dire: "Se Cristo non è risorto vana è la nostra fede", questa frase implica che secondo chi l'ha scritta e detta era necessario essere certi che Cristo fosse risorto, ma siccome nessuno lo vide tecnicamente risorgere, sarebbe secondo quanto colui che ha scritto quella frase, valido il suo ragionamento, che attesta che nessuno dovrebbe credere che Cristo è risorto; dato che nessuno lo ha visto risorgere e questa frase, va in netta contrapposizione alla frase insegnata da Cristo stesso,  che il regno di cieli è di chi crede senza vedere, per questo Cristo non volle che nessuno lo vide risorgere, perchè il credo in Lui è un atto di pura fede, e non perchè abbiamo visto che è risorto, dobbiamo credere, quindi avrà maggiori meriti colui che non avendo visto crederà in Cristo che è vero Dio, la vera fede sta nel non vedere. Chiunque si pavoneggia con questa frase, stia attento perchè potrebbe portalo all'inferno.