mercoledì 15 ottobre 2014

GESù NON PRONUNCIA MAI CONDANNA?

Papa: "Gesù ha solo parole di perdono."
Non pronuncia mai condanna. Dona più di quanto gli si chiede
24 novembre, 2013 12:33
 (ANSA) - ROMA, 24 NOV - "Gesù pronuncia solo la parola del perdono, non quella della condanna; e quando l'uomo trova il coraggio di chiedere questo perdono, il Signore non lascia mai cadere una simile richiesta". Lo ha detto il papa nell'omelia della messa per la chiusura dell'Anno della Fede. "Il Signore dona sempre di più di quanto gli si domanda", ha detto."L'atteggiamento richiesto al credente - ha spiegato - è quello di riconoscere e di accogliere nella vita la centralità di Gesù in pensieri, parole e opere".

Ma chi dice, che Gesù non è lo stesso Padre eterno?, non è forse Gesù  in Dio ?…

Gesù infatti disse:
Giovanni 12,44-50 “ chi crede in me, crede non in me, ma in colui che mi ha mandato; e chi vede me, vede colui che mi ha mandato. …. Perché io non parlo per me stesso; ma il Padre stesso, che mi ha mandato, mi ha ordinato quello che devo dire e quello che devo insegnare ….” Quindi se Gesù è il Padre e nella Genesi il Padre ci da una legge perché noi l’applichiamo in noi e verso il prossimo, chi siamo noi per dire che il Padre non comanda? E non condanna? Il decalogo antico è una serie di precetti e leggi inderogabili che Dio Padre manifesta, prima di tutto perché le sue creature vengano ammonite dal compierle, perché la condanna ricade poi su di esse ed è severa e definitiva. Gesù essendo Dio con Dio, ed essendo esso stesso il Padre, come Gesù bene specifica in tanti passi dei vangeli, non può esso stesso non condannare, e non può esso stesso smentire quanto il Padre suo ha detto, comandando e condannando, ed essendo Gesù nel seno del Padre, fa esattamente quello che il Padre gli dice di fare, attenendosi perfettamente alla legge!

Per quel che riguarda la condanna di Gesù, ne descrivono chiaramente tutti gli evangelisti:
in merito agli scribi e ai farisei..

Gesù....non condanna forse? non critica forse ? Non richiama e non rimprovera? Non ammonisce? .Non avrà usato il termine condanna , ma in realtà Egli ha condannato!

.leggiamo meglio invece di fare orecchie da mercante...LUCA : 11,37-13,9.

«Guai anche a voi, dottori della legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito! ".......«Guardatevi dal lievito dei farisei, che è l'ipocrisia. Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avrete detto all'orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti..."

In tanto il termine, GUAI sta proprio ad indicare un avviso, di una possibile condanna che Gesù fa verso questi soggetti … esistiti ed esistenti in tutte le società.

..Luca 7,31-35… Gesù giudica i suoi contemporanei. …

Un conto è dire non giudicate e non condannate, perché è rivolto a noi uomini terreni e un conto dire che Gesù non possa giudicare o non possa condannare, questo è falso, perché essendo Gesù nel PADRE esso è con il Padre il giudice eterno, può giudicare e può condannare. Come scritto Egli è il giusto giudice, e solo e solamente lui può avere l’ultima parola in merito, Egli quando parla a noi nei vangeli , lo fa per noi, non per lui, che Egli è già giustizia, non dice a se stesso che Egli non condanna, non giudica e non critica, lo dice a noi, perché noi siamo imperfetti, mentre lui è perfetto e solo Lui nel seno del Padre può giudicare e condannare, noi no! Chi siamo noi per giudicare l’opera di Gesù? E porre la nostra Parola superiore alla sua?

I comandamenti prima di essere una condanna, sono degli ammonimenti, ma se un soggetto non li rispetta alla fine della sua vita diventeranno la sua condanna.

1)"Io sono il Signore, il tuo Dio, ….. Non avere altri dèi oltre a me.2) Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti. 
3) Non pronunciare il nome del Signore, Dio tuo, invano; perché il Signore non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano.(condanna) 

4) Ricordati del giorno del riposo per santificarlo. Lavora sei giorni e fa' tutto il tuo lavoro, ma il settimo è giorno di riposo, consacrato al Signore Dio tuo. 
5) Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che il Signore, il tuo Dio, ti dà. 
6) Non uccidere. 
7) Non commettere adulterio. 
8) Non rubare. 
9) Non attestare il falso contro il tuo prossimo. 
10) Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna del tuo prossimo"

Gesù non ha mai condannato i 10 comandamenti, anzi li ha osservati, per cui essi sono DNA di Gesù.
Gesù quando scaccia i profanatori del tempio, non esegue una condanna?
"Sta scritto: "La casa mia sarà chiamata casa di preghiera; ma voi ne fate una spelonca di ladri"" questa è una condanna, proprio verso i sacerdoti.

Un'altra condanna che Dio trasmette all'umanità riguarda le pratiche sessuali.

 

(Genesi 19, 1-29) e il delitto degli uomini di Gàbaa (Giudici 19, 11-30) « 4Non si errano ancora coricati, quand'ecco gli uomini della città, cioè gli abitanti di Sòdoma, si affollarono attorno alla casa [di Lot], giovani e vecchi, tutto il popolo al completo.5Chiamarono Lot e gli dissero: «Dove sono quegli uomini [gli angeli] che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!». »

(Levitico 18, 1-30) « 22Non ti coricherai con un uomo come si fa con una donna: è cosa abominevole. 24Non rendetevi impuri con nessuna di tali pratiche, poiché con tutte queste cose si sono rese impure le nazioni che io sto per scacciare davanti a voi. 29Chiunque praticherà qualcuna di queste abominazioni, ogni persona che le commetterà, sarà eliminata dal suo popolo. » 
Castighi (Levitico 20, 1-27)« Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte: il loro sangue ricadrà su di loro. »
Gesù, non ha mai condannato questi scritti, di conseguenza egli non esprimendo condanna di questi, li sostiene.
E Gesù disse ai suoi discepoli: « Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri » (Gv 13,34).      Anche questo è un comando  ma se non viene eseguito diviene una condanna. 

Perché se nell'immediato Gesù non condanna, ma egli condannerà dopo la morte del soggetto.
Certo, Gesù preferisce amare le persone che condannarle, ma quando si trova innanzi a certi fatti, non può tacere e cerca di far capire con l’ammonimento, il comando e il giudizio cosa e come ci si deve comportare l'essere umano per evitare la successiva condanna.  Le parole di Gesù sono principalmente di insegnamento, egli ci trasmette la legge del Padre Suo che è in lui, non può parlare diversamente e quindi fa il possibile per farci capire come noi dobbiamo comportaci per non essere condannati. Il Signore Gesù insegna il perdono, ma nell'amore della legge del Padre Suo.

Non diciamo l’eresia che Dio perdona tutto, anche se non chiediamo perdono, perché ciò non è vero, Egli perdona se noi chiediamo umilmente perdono e se siamo realmente pentiti, se noi tentiamo con tutte le nostre forze a non commettere più quel peccato e cerchiamo di  comprendere l’amore che Dio riversa in ognuno di noi, diventiamo come suoi figli. Allora facciamo la volontà vera di Dio.

Ma dicendo che Egli perdona sempre, facciamo un azione negativa perché non insegniamo nulla di ciò che Gesù ha insegnato, ammonendo e richiamando l’umanità alla conversione.
   
E se un cristiano non ammonisce, non corregge il prossimo, che cristiano è?
Anche la legge degli uomini è fatta per ammonire, e fatta per essere rispetta non per essere prevaricata, così è per la legge di Dio, non si deve prevaricare, con la propria volontà.

“e quando l'uomo trova il coraggio di chiedere questo perdono, il Signore non lascia mai cadere una simile richiesta". Lo ha detto il papa nell'omelia della messa per la chiusura dell'Anno della Fede”

Senza ombra di dubbio Gesù ascolta sempre la richiesta di soccorso dei suoi figli, ma ogni caso va da se, Egli si basa innanzi tutto, su quello che legge nel cuore, nella mente di quel soggetto che si avvicina a lui, e giudica quel soggetto, da ciò che vede, non è detto che il nostro vedere sia uguale a quello di Dio, anzi noi non siamo in grado di giudicare e vedere realmente l’animo, la mente di questo soggetto e per noi tutto potrebbe essere possibile di perdono, quando nella realtà può non essere come noi pensiamo. Certo il Signore spera sempre che ogni persona si converta e lui stesso è desideroso di perdonare quella persona, ma Egli sa giudicare noi no!

Divorzio e adulterio…

Divorzio e adulterio…

Matteo 19,9 Gesù:"Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un'altra commette adulterio»."


Concubinato = concubina = amante = convivente
Ripudiare = disconoscere,  cacciare, mandare via, allontanare, respingere, rifiutare, abbandonare.

Uomo sposato ripudia, cioè manda via la moglie, la caccia di casa -----ne sposa un'altra commette adulterio….

Ma c’è alternativa…   “se non in caso di concubinato” intende dire che se per caso, mentre vive con la prima moglie, ha un amante e la mantiene, quindi la mantiene, contemporaneamente, ovviamente la concubina è una seconda moglie, nei paesi mediorientali … e lascia la prima moglie …. Non commette adulterio…

Sinceramente la trovo strana questa alternativa.. ... Sembra un contro senso…. 

Però, vediamo... se l'uomo abbandona la moglie e ne sposa un'altra commetto adulterio, questo significa che la seconda moglie non la deve conoscere, durante il periodo in cui è sposato con la prima….quindi la trova successivamente e con lei si sposa….e commette adulterio...

Nella seconda alternativa..dice che mentre ha un prima moglie, potrebbe avere un amante o concubina, ma non capisco se questa seconda donna, deve essere conosciuta dalla prima moglie o segreta….perché mi da l’impressione che in realtà la seconda donna, cioè l’amante deve essere conosciuta dalla moglie… cioè resa nota, ma nel tempo attuale nessuno che ha l’amante rende nota la relazione con un'altra donna o uomo…
Ho l’impressione che intenda proprio questo, che la concubina sia nota alla prima moglie…non segreta…
Perché in effetti pensandoci bene un amante segreta corrisponde ad una donna che viene dopo aver cacciato la moglie e quindi fa adulterio; mentre nel secondo caso se la prima moglie conosce l’amante pare che non faccia peccato di adulterio, perché in realtà la sostituisce…. E rientra nel medesimo nucleo familiare… si perché se la concubina deve essere mantenuta dal uomo, come si fa con la moglie, entrambe rientrano nel nucleo familiare unico e forse Gesù in un certo senso riconosce questa cosa, come alternativa ad una possibile famiglia allargata sempre composta da una moglie principale e una possibile amante che forse potrebbe essere surrogato della prima moglie in sua mancanza, oppure in caso che questa lasci il marito o che venga lasciata o nel caso non abbia figli… allora nel passo del vangelo di Matteo. dice che l’uomo non commette adulterio solo se la concubina o amante è riconosciuta nello stesso nucleo familiare… cioè viene mantenuta nell'ambito della famiglia…probabilmente Gesù tollera questa alternativa solo per fatto che spesso nascono bambini fuori dal matrimonio, per cui per non lasciare che questi non abbiano un padre, permette che esista questa forma…anche se in altri passi del vangelo condanna l’uomo o la donna che agiscono l’uno contro l’altro..  
Penso che questo modo di pensare di Gesù sia un atto di misericordia .

Ma Gesù dimostra di essere intelligente e anche furbo, perchè sa bene che la moglie non accetterà facilmente un amante in casa che è una rivale, oltre che andrebbe contro la legge ebraica, per cui in questo modo agisce sul pudore di ognuno impedendo all'uomo di avere un amante . Però nel caso in cui la moglie accettasse questa usanza, allora cambia il discorso... ma è difficile...questo ragionamento fa capire che Gesù conosceva bene, quello che sarebbe stato il futuro del mondo, eccetto alcuni popoli... Quindi è un discorso non solo contemporaneo ma finalizzato al tempo attuale... 

Matteo 5,32 “”ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all'adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.””

Ma ancora più grave è il peccato di adulterio, commesso, se l’uomo/donna sposa una donna che è stata ripudiata , quindi fa capire che non solo si commette adulterio se sposi una donna/uomo non ripudiata, ma anche un donna/uomo ripudiata/o…

Marco 10:11 Egli disse loro: «Chiunque manda via sua moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio verso di lei; 



Marco 10:12 e se la moglie ripudia suo marito e ne sposa un altro, commette adulterio».


Il pensiero principale di Gesù però è uno solo la donna e l’uomo sono fatti per stare assieme e se l’uno o l’altro abbandonano il tetto coniugale e sposano un altro soggetto essi fanno adulterio….



  

Nel caso della fattispecie del divorzio, Gesù specifica altre condizioni… 


Marco 10:9 L'uomo, dunque, non separi quel che Dio ha unito».

Matteo 19,6 Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi».


Qui Gesù è molto perentorio, dice, dice che il divorzio per lui non esiste , ma questo passaggio non è per i laici ma esplicitamente per la chiesa, è un monito che Gesù fa verso i suoi apostoli, perché sono loro che possono unire in suo nome e quindi gli dice guai a voi se dividerete ciò che mediante voi, io ho unito, questo è il vero senso della questione del divorzio, quindi nessun divorzio secondo questo pensiero è valido, forse neppure quelli per giusta causa…

Sulla diatriba di dare la comunione–eucarestia ai divorziati, se l’uomo è in adulterio cioè ha commesso un peccato grave che nel caso dell’adulterio non può essere perdonato, significa che non potrebbe neppure prendere l’eucarestia, perché si è unito con una donna a lui estranea, che non rientra nel suo nucleo famigliare e quindi un divorziato risposato con un estranea, non può accedere ai sacramenti, specie all’eucarestia.  Mentre un divorziato che vive in santità si, perché ritorna ad essere singolo.


Quindi la diatriba posta da Papa Francesco ed altri cardinali, come W. Kasper è assurda, anzi bisogna dire che essi vanno contro la volontà di Cristo che avverte la chiesa, che non solo essa non può permettere il divorzio, “L'uomo, dunque, non separi quel che Dio ha unito” qui le parole sono ben taglienti, nette e perentorie…. Dice chiaramente alla chiesa che essa non può metter mano alla sua parola in nessun modo….e se lo fa, si pone contro Cristo! Quindi è in antitesi!!!

martedì 14 ottobre 2014

Posso fare delle mie cose quello che voglio?




Quando mi sento dire dalla gente, che critico la chiesa, mi si rimprovera che la chiesa governa su tutto e che Dio non può decidere nulla se la chiesa non lo permette  e che quello che lei decide lo deve decidere anche Dio, ma Gesù ci da la risposta a questo, quando dice:
Parabola degli operai mandati nella vigna Non posso fare delle mie cose quello che voglio?”   E quali sono le sue cose? Se egli è Dio, tutto gli appartiene!

Ecco la risposta di Gesù fa delle sue cose quelle che vuole in barba alla chiesa! Detta brutalmente. D’altro canto nemmeno la sua risposta è molto gentile! Può se vuole fare quello che vuole, può trovarsi altri apostoli, può cambiare le leggi, può tutto! Può anche decidere di azzerare una chiesa che non gli va più bene, come può distruggere in un batter d’occhio l’intera umanità.
IL rimprovero che Gesù fa a Pietro, non riguardava solo l'apostolo ma anche i suoi successori, come dire io vi ho dato disponibilità di agire sull'umanità, ma non vi do di agire sulle cose celesti....Non posso fare delle mie cose quello che voglio?" la frase è più che chiara, ma tale frase va in contrasto anche con un altra quella che dice che la chiesa possiede le chiavi del regno di Dio, se fosse vero ciò la chiesa avrebbe potuto impedire a Dio di agire sull'umanità, ma mai è accaduto ciò, perchè non è una cosa vera...lo dimostra proprio l'affermazione di Gesù a Pietro....e lo dimostra anche il fatto che Dio ha sempre fatto il bello e cattivo tempo nella storia dell'uomo, che ha preso i suoi apostoli, a dispetto di una chiesa spesso ad essi contraria, una chiesa che in sostanza combatte Dio, perchè il rifiutare, il martirizzare i suoi santi, profeti ecc, indica proprio questo....non ascolta ed disubbidiente, anche se Dio, la ama egualmente...ma ciò non toglie che egli poi dovrà per forza di cose fare la sua giustizia.....

E quando mi si contesta che la chiesa può decidere tutto nei cieli si sta mentendo perché questo non è vero ce lo dice Gesù un'altra volta!

In verità vi dico: tutto quello che legherete sopra la terra sarà legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà sciolto anche in cielo


Gesù parla di legare e slegare, non parla di altro…. Cioè tutto quello che si legherà in matrimonio, sia tra gli uomini, che con la chiesa, anche il battesimo è una forma di legamento, potrà essere slegato. Quindi Gesù è chiaro non parla di altri poteri, ma solo del legare e slegare o sciogliere l’uomo dai voti presi. Ma la chiesa non può metter mano su quello che Cristo fa per suo conto! Cioè non può decidere se togliere ad un apostolo la nomina di apostolo fatta da parte di Cristo stesso, non ne ha il potere, 

inoltre la cosi detta scomunica non ha valore sugli apostoli nominati da Cristo stesso!
Anche se si parla di anatema in diverse parti dell'antico testamento e del nuovo, come in Gal.1, in relazione ad un vangelo diverso, ma qui nessuno parla di vangelo diverso. 

Inoltre in nessuna parte dei vangeli si parla di scomunica, perché essa non ha nulla a che vedere con questa cosa del legare o slegare è tutt'altra cosa che esula la chiesa. La scomunica è un operazione volta a togliere all'uomo la possibilità di essere considerato figlio di Dio e questo il Signore non lo ha mai previsto! 

["Paolo, apostolo non da parte di uomini, né per mezzo di uomo, ma per mezzo di Gesù Cristo e di Dio Padre che lo ha risuscitato dai morti," per quanto la chiesa consideri S.Paolo un grande discepolo, ma neppure Lui capì realmente che fosse realmente Cristo! dico discepolo perchè esso non è stato scelto personalmente da Gesù, quindi non entra di diritto tra gli apostoli, è la chiesa che lo ritiene tale. Per altro c'è da chiedersi come mai, gesù non lo scelse, visto che Paolo frequentava quelle terre, e perchè Cristo non lo cerco, per farlo entrare tra i suoi finché era in vita? Visto che poi la sua vicenda fu così tanto importante.]

Quindi è un azione che spetterebbe di diritto solo a Dio,  che è giudice. inoltre come Gesù mi ha detto e lo ripeto: " Chi scomunica per ingiusta causa, la scomunica ricadrà su chi l'ha pronunciata" quindi dice che non è che non si possa scomunicare, ma che innanzi a Dio, la scomunica deve essere presa con perfezione di causa, altrimenti si ritorce contro chi l'ha emessa. Dato che nessun uomo sulla terra è perfetto, come Dio, nessun uomo conosce uomo, cioè nessun uomo conosce alla perfezione l'anima di un altro uomo. 


“Gesù allora disse ai suoi discepoli: «In verità vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. [24]Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli». [25]A queste parole i discepoli rimasero costernati e chiesero: «Chi si potrà dunque salvare?». [26]E Gesù, fissando su di loro lo sguardo, disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile».

Anche questo passo dice molto alla chiesa che crede di poter decidere se un soggetto deve o non deve andare i paradiso…..gli apostoli chiesero: «Chi si potrà dunque salvare?» Gesù lo dice chiaramente: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile».

Quindi quando l’uomo elegge un altro uomo a santo, emette un azione arbitraria che solo Dio può fare.

Gesù:”  La chiesa si è data una dottrina più grande che quella che Io vi ho lasciato, ha interpretato oltre misura secondo volontà umana la mia legge e ha costruito una montagna carta, per asserire le sue ipotesi come se fossero verità. “


“Così avete annullato la parola di Dio in nome della vostra tradizione. [7]Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo:

[8]Questo popolo mi onora con le labbra
ma il suo cuore è lontano da me.
[9]Invano essi mi rendono culto,

insegnando dottrine che sono precetti di uomini».”

 Posso fare delle mie cose quello che voglio?

Questa frase ha ancora in se un altro senso, vuole essere una profezia per il futuro, dato che nel corso dei secoli gli uomini di chiesa hanno cercato in ogni modo di impedire a Cristo di agire nel mondo mendiate il suoi apostoli in ogni tempo, costoro si sono opposti alla logiche di Dio, e lo hanno contrastato richiudendo i suoi figli in manicomi, in conventi di clausura impedendo loro il permettere di agire alla potenza di Dio. Per questo Cristo dice questa frase, perchè sapeva che la chiesa, in qualche modo avrebbe tentato di limitare lo svolgere del suo potere sul mondo e sull'umana natura, specialmente verso quei figli in  cui esso Cristo figlio di Dio esercitava sul mondo il suo controllo e il suo potere. 

Gesù non è un profeta!

Gesù non è un profeta!

Satana testimonia che Gesù non solo è il figlio di Dio, ma che è Dio incarnato ….

Il seguente passo, del vangelo ci racconta una vicenda della vita di Gesù che identifica chiaramente la natura stessa di Gesù!

Matteo 4,1-11
....Allora il diavolo lo portò a Gerusalemme, la città santa; lo mise sul punto più alto del tempio,
 poi gli disse: - Se tu sei il Figlio di Dio, buttati giù; perché nella Bibbia è scritto: Dio comanderà ai suoi angeli.  Essi ti sorreggeranno con le loro mani e così tu non inciamperai contro alcuna pietra. 

Gesù gli rispose: - Ma nella Bibbia c'è scritto anche: Non sfidare il Signore, tuo Dio.../.../.....Allora il diavolo si allontanò da lui, e subito alcuni angeli vennero a servire Gesù. 

Il passo oltretutto non solo ci svela la natura stessa di Gesù, che dice di se stesso” Non sfidare il Signore, tuo Dio” per bocca stessa di Gesù. Ma anche ci fa capire che le profezie che Gesù fa non sono affatto profezie, ma ben si decisioni prese da Gesù nel momento in cui egli le annuncia. Per esempio quando “profetizza” la distruzione del tempio di Gerusalemme nel anno 33 d.C. nel momento della sua morte, come raccontano le cronache del tempo.
Egli non ha affatto profetizzato come pensiamo noi, ma egli ha dichiarato la sua intenzione di distruzione del tempio, cioè ha comandato alla potenze dei cieli di distruggere il tempio, in un determinato momento. Infatti non può un Dio essere profeta, ma la profezia è solo di appannaggio umano, perché suggerita da Dio all’uomo, quindi Gesù decide di distruggere il tempio, perché i sacerdoti non erano più conformi alla legge del Padre. Se indichiamo nelle parole di Gesù come una profezia, intendiamo Gesù come un profeta non come figlio di Dio. E’ essenziale questo passaggio per comprendere bene che Gesù è figlio di Dio, cioè Dio incarnato come fa ben capire il passo relativo alle tentazioni. Tutto quello che Gesù manifesta in terra, sono le sue decisioni sul presente del tempo e sul futuro, anche le sue decisioni prese nel passato e raccontate mediante la bibbia, Egli infatti richiama il testo biblico spesso, per riproporre le parole dette da Dio. Ma non le ripropone come un profeta, ma bensì come Dio. Che è molto diverso! Satana ci rivela che la natura di  Gesù non è quella di un qualsiasi profeta, ma bensì di Dio stesso, anche se Satana non ha compreso esso stesso che quel Gesù che lui provoca inconsapevolmente era l'incarnazione del Padre, infatti solo il Padre avrebbe potuto dire "non tentare il Signore Dio tuo" come dire non sfidarmi, in questo caso Gesù fa capire a Satana la sua natura vera, non ripete Gesù le parole scritte nella bibbia, ma le propone proprio perché Egli sa di essere nella natura del Padre, come Figlio.  Satana, Lo provoca sapendo bene che non riuscirà a indurlo, ma la sua natura è quella di provare lo stesso Dio, per una sfida infinita al Creatore. 

Altra affermazione di satana che spiega bene la natura stessa di Gesù come Padre:” Dio comanderà ai suoi angeli.  “ come  si nota, tale affermazione va in perfetto accordo con la seguente: " ....e subito alcuni angeli vennero a servire Gesù. “  Dio comanda agli angeli di servirlo…. E Gesù fa esattamente questo, comanda agli angeli! 


Ma andiamo oltre non solo Satana indica in Gesù la sua natura di Dio, ma anche Gesù stesso lo dice chiaramente in Filippo, quando l’apostolo chiede a Gesù di vedere il Padre celeste. E Gesù cosa risponde, meravigliato, pensando che l’apostolo avesse capito.  Dice, ma come! Io sono qui e non mi riconosci? Gesù stesso dice di se di essere il Padre, nel Figlio.  Ma di questi esempi ne abbiamo altri, nei vangeli. Gesù stesso dice di essere il Padre, quando dice che Lui e il Padre sono una cosa sola, ma anche quando dice che, chi vede Lui vede il Padre.

Io questo concetto l’ho già spiegato in altre pagine di questo blog. Basta leggere. 


 by Bonanerges 18 novembre 2013

GESU'

RIPROPONGO ALCUNE PARTI GIÀ' TRATTATE....

Ho risposto ad una domanda che ha affermato un certo don tullio... su facebook:
"Ho pregato nella s. Messa per tutti voi ...... anzi: Cristo ha pregato ..... Coraggio !!!"

ed io ho risposto:
"Cristo ha pregato!" scusi la devo correggere...ma lei crede veramente che Gesù prega? No si sbaglia chi pregherebbe se stesso... visto che Gesù è parte integrante della Trinità? Siamo noi che preghiamo Lui!

Don Tullio Rotolo:  "Boanerghes ...lo dice s. Paolo e con lui s. Tommaso d'Aquino (tra gli altri) : Cristo intercede per noi in Cielo ...Intercede come uomo ...è pregato in quanto Dio!! ....che Mistero meraviglioso!!"

  • Don Tullio Rotondo" Nella lettera agli Ebrei e poi nel Vangelo si sottolinea come Cristo pregava ...ed è ed era Dio ma anche uomo....Pregava come uomo , era pregato come Dio!!"




QUI RISPONDO:

Don Tullio Rotondo: "ed è ed era Dio anche uomo"

risposta:

Intanto questa risposta è sbagliata: dire ed "era Dio..." Gesù è sempre Dio, non era in senso passato, ma solo E' Dio! in senso sempre presente...anche nel suo passato è!

Don Tullio Rotondo:"Pregava come uomo , era pregato come Dio!!"
Prima di tutto nessuno di noi era presente, nel vedere cosa Gesù diceva al Padre per dire esattamente se pregava o meno. 
secondo insiste con il discorso passato " era pregato come Dio",  ora come lo preghiamo, come un essere umano? 


Don Tullio Rotondo:"che Mistero meraviglioso!!" 

risposta:
Dove starebbe il mistero, è molto più semplice di quanto non immagini! 

 Vedo che è molto cara alla chiesa dimensionare Gesù come uomo,come se il considerarlo un uomo sia più significativo che consideralo un Dio, forse vi piace tanto perchè lo sentite più vicino a voi come essere umano,anziché come un Dio!


(cfr Gv 14,2-9). Ad un certo punto, l’apostolo Filippo chiede a Gesù: «Signore, mostraci il Padre e ci basta» e Gesù gli risponde: “ da tanto tempo sono con voi, e non mi hai ancora riconosciuto, Filippo? Chi ha veduto me, ha veduto il Padre” E come tu puoi dire:” mostraci il Padre?” Non credi che io sono il Padre e il Padre è in me?” le parole che io vi dico, non le dico da me stesso, ma il Padre che abita in me è lui che compie le opere. Credetemi io sono nel Padre e il Padre è in me. ….” 

L’intero discorso è chiarissimo, Gesù stesso dice di se stesso che lui è il Padre e il Padre è in lui? Potremo spiegarla così! Ogni uomo è parte di suo padre e di sua madre, al 50%, noi tutti siamo parte dei nostri genitori per metà esatta, quindi in noi abitano i nostri genitori e noi siamo frutto dei nostri genitori, anche se siamo noi stessi esseri distinti dai nostri genitori, in realtà siamo parte di loro e loro vivono in noi. Sono le stesse cose che dice Gesù.  Ma Gesù dice di più, asserisce che lui è il Padre; e rimane meravigliato che Filippo non l’abbia capito! Infatti la pretesa di Filippo è ridicola, visto che il Padre era sempre presente con gli Apostoli! Quindi da ciò si capisce che esiste anche il Padre celeste, ma esso abita dentro Gesù, perché Gesù è la manifestazione reale carnale della Trinità che si compie mediante Gesù o meglio dire mediante sua Madre che gli ha dato la parte carnale. E quando Gesù prega, in realtà prega il Padre che è in lui. Ma la sua è una preghiera diversa dalla nostra. La nostra è una preghiera supplicativa, la sua no! E l’intercedere è ben altra cosa diversa dalla preghiera stessa. Ed anche il Padre Nostro, non è la preghiera che Gesù usa per pregare il Padre celeste, ma semplicemente è una preghiera creata per noi umani, che ci insegna il modo migliore per ottenere le grazie di cui abbiamo bisogno.  Addirittura afferma che non è Lui nella veste di figlio di Dio a compiere le opere, ma che è il Padre stesso che è in Lui a compierle, ( ma infatti è vero, tutto viene dal Padre celeste, ogni potere è di proprietà del Padre, quindi è il Padre che fa, che genera, che elargisce),  questa è una cosa enorme, una dichiarazione spaventosa, nel senso che se non è il figlio a compiere le opere chi abbiamo messo sulla croce?  Non solo il figlio ma anche il Padre e lo Spirito Santo! che sono in Lui. E in un certo senso anche la natura umana è stata crocefissa, nella carne della madre che è il corpo del figlio!

Nel passo 15, 1 , Gesù dice: " io sono la vite vera e il padre mio è l'agricoltore", qui sottolinea che il Padre Celeste è l'origine , cioè la fonte del potere, la colonna portante di tutto l'edificio, l'agricoltore che ha cura dei suoi averi, specialmente del figlio suo. Poi però supplica gli apostoli di rimanere in Lui, e fa capire loro che se sbagliano e non rimangono in Dio, essi sono fuori da Dio. Dice ancora: " senza di me non potete far nulla",  Affermazione assolutamente vera, cioè se non si invoca il nome di Gesù, non si può fare nulla da se, perchè nulla viene da noi.



Posso capire che per molti esseri umani ciò è quasi incomprensibile e inconcepibile, ma ciò è la verità, noi facciamo fatica a concepire un corpo che contenga in se altri corpi e che nella mente di un solo soggetto vivano altri soggetti diversi da lui, ma Gesù è così. D'altro canto in genesi si dice che l'uomo è fatto ad immagine e somiglianza di Dio, ciò è molto significativo quando si parla di Gesù.

Addirittura il supplicare Gesù nel chiedere di vedere il Padre "Signore, mostraci il Padre e ci basta», sta una certa incredulità, come fosse una sfida per vedere se Gesù era quello che diceva di essere. la parola "ci basta" indica proprio l'incertezza, di Filippo, cioè ci basta come prova perchè noi possiamo crederti.

Ed infatti la risposta di Gesù non manca di un rimprovero: " “ da tanto tempo sono con voi, e non mi hai ancora riconosciuto, Filippo? "  rimane sorpreso Gesù che Filippo non l'abbia ancora riconosciuto! l'espressione è da tanto che sono con voi sta ad indicare che Gesù, nelle vesti del Padre si era già manifestato loro...  ma evidentemente gli apostoli e i discepoli sono ciechi e non vedono chi hanno innanzi.
"E come tu puoi dire:” mostraci il Padre?” qui Gesù fa trapelare tutta la sua amarezza, nel capire che Filippo non ha capito chi egli è veramente, o meglio dire chi in egli si cela, nascosto dalla sembianze e dal corpo carnale umano! E' quasi scandalizzato " E come tu puoi dire:” , perchè era così evidente che Lui era Dio Padre che anche un cieco l'avrebbe visto!
"Chi ha veduto me, ha veduto il Padre".."Non credi che io sono il Padre e il Padre è in me?”"  Prima dice chiaramente che chi vede Lui vede il Padre!, poi però sgrida Filippo dicendogli "Non credi che io sono il Padre...", questo è un rimprovero, non è solo un affermazione, Gesù rimprovera Filippo perchè non gli crede!
Questo ci fa capire la delicata situazione degli apostoli che non comprendono la natura vera di Gesù e sono increduli, anche dopo tanto tempo che lo conoscono. Fanno fatica a comprendere la sua vera natura, vorrebbero credere ma non possono, perchè Gesù non vuole manifestarsi così apertamente a tutti, questo fa capire come Gesù vuole che loro comprendano la sua natura non per rivelazione, ma per un atto di vera fedeltà e certezza in Lui. Quindi la provocazione di Filippo fa un po arrabbiare Gesù, che rimane sconsolato nella sua affermazione della sua Deità di vero Dio e di Padre Celeste!

Anche se poi Gesù al cap 14, 15 fa capire che esiste un Padre Celeste, ma questo è logico che sia così, nell'esempio che ho sopra ho fatto, si può dire questo, come noi siamo parte dei nostri genitori ed essi parte dei loro e così via, possiamo dire che quando ognuno di noi che ha in se parte di loro, si rivolge a loro, parla di loro, con loro pregandoli, cioè rivolgendosi a loro come figli loro, il pregare è indica di parlare di conversare e di chiedere qualcosa hai genitori, Gesù non fa altro che rivolgere al Padre che è in Lui la sua preghiera, cioè parla con il Padre conversa con esso, chiede ad esso, ma dice anche :" Io sono la via, la verità, la vita. Nessuno viene al Padre se non per me..."... E qualunque cosa domanderete nel nome Mio,la farò affinché il Padre sia glorificato nel Figlio" cioè in virtù del fatto che Gesù è il Padre ,egli vi concederà la grazia in suo nome.

Riepiloghiamo semplicemente: dice Gesù "io non faccio le opere è il Padre mio che le fa", poi aggiunge "qualunque cosa domanderete nel mio nome la farò"
Quindi non è Lui(Gesù) a fare le opere ma è il Padre che le fa, ma è anche il Padre che ci esaudisce in nome del Figlio!

Questo fa capire che Gesù e il PADRE SONO LA MEDESIMA PERSONA, anche se per molti è difficile concepire questo mistero!
Quindi Gesù chi prega? prega se stesso nella forma del Padre! E prega il Padre.

Questo giro di parole vuol far capire che Gesù non vuole svelare a  noi la sua vera natura per cui vuole che tutto rimanga un mistero, fintanto che egli non lo riveli a qualcun altro... infatti dice nel cap 14,25 :" ma il paraclito lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio Nome, egli vi insegnerà ogni cosa e vi richiamerà in mente tutto quello che io ho detto. ....

Posso confermare che è proprio così.... a me accade la stessa cosa, il Signore mi insegna e poi fa in modo che la mia mente in un istante richiami il ricordo di ciò che ha insegnato e quello che ha detto agli apostoli e che non tutto essi hanno scritto, oltre al fatto di vedere, sentire, ecc. 

Parole che producono male.

Parole che producono male.

 Matteo 13, 24-45

24 In quel tempo, Gesù espose alla folla una parabola: "Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. 25 Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò. 26 Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania.

27 Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? 28 Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? 29 No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. 30 Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio".


Ma mentre tutti dormivano indica che il padrone non fu attento e non sorvegliò il suo campo cioè la sua proprietà o il suo regno che è un inteso che come gregge.  

perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano.  La zizzania tutti noi consociamo cos'è, sono le parole cattive dette con malizia, per danneggiare chiunque …. ma la zizzania è anche la falsa parola che viene da una falsa legge, che innestata sulla vera legge, ne cambia il senso quindi dice, che coloro che portano malizia nel cuore possono distruggere tutto, ma aggiunge di non togliere costoro dal popolo, ma lasciarli lì dove sono per evitare che con il cattivo venga portato via anche buono, che potrebbe confondersi con cattivo.

Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori
Perché dice di lasciarla crescere insieme al grano fino alla sua maturazione, perché in realtà la zizzania ha una funzione ben precisa quella di selezionare il grano migliore, quindi il Signore vuole vedere chi tra i buoni rimarrà tale, fino alla fine. Solo poi prima di raccogliere la messe, si dovrà separare il buono dal cattivo, cioè colui che ha animo lieto da colui che ha cuore maligno.

Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio".


Color che hanno sparso malizia fino alla fine devono essere separati e gettati nello stagno di fuoco e zolfo.
Mentre gli altri coloro che sono stati costanti nella fede e hanno resistito alla provocazioni e alle ingiurie a ogni sopruso, con sofferenza, amore, e certezza nelle fede, verranno portati a Dio, nel suo Regno.

In definitiva si può dire che è bene per tutti i cristiani non parlar mai male, di non far del male,  neppure al tuo peggiore nemico, perché non sai, se tu puoi divenire zizzania e a causa tua chi tu reputi nel male, potrebbe salvarsi al posto tuo e occupare in cielo quel posto che era destinato a te, invece fa di tutto perché tu possa condividere con colui che tu denigri, il tuo posto che è in cielo.

La predizione di Gesù sulla fine dei tempi!!!

La predizione di Gesù sulla fine dei tempi!!!

Il passo MT24,28 va letto alla luce della parte soprastante e sotto stante non svincolata dal contesto. In sostanza dice che sorgeranno falsi cristi e falsi profeti per trarre inganno anche gli eletti, Gesù sottolinea ve lo detto! intendendo state attenti; poi aggiunge se vi dicono è qua è là non ci credete, non correte come disperati in ogni dove …” dovunque sarà il cadavere , ivi si raduneranno gli avvoltoi” 

La parola avvoltoi è anche tradotta come aquile, è inteso nel senso di rapaci, ma non nel senso dell’animale ma in senso di coloro che sono rapaci, che ghermiscono e che si nutrono delle spoglie di coloro che sono già nella morte del peccato. Il cadavere è appunto il peccato/re, è invece inteso come colui che si è sporcato del marcio del mondo e questo cadavere è soggetto all’attacco di chi lo vuole ghermire e di chi si nutrirà delle sue carni, questo passo va in accordo anche con il passo dell’apocalisse che appunto parla dei cadaveri che verranno divorati dagli uccelli del cielo che si raduneranno sopra ai capitani, ai re, ecc … è una predizione della fine dei tempi. Non c’è nulla di strano in questo passo, e non c’è nulla di oscuro, come molti hanno interpretato erroneamente anche in passato. Più avanti dice che quando si presenteranno questi segni, saprete che il figlio di Dio sta per arrivare, il tempo è prossimo!



MT:24,36 ..Poi quanto a quel giorno a quell'ora  nessuno lo sa neppure gli angeli e neppure il figlio di Dio. 




Questo va in disaccordo con quanto detto e ribadito dai veggenti di Medjugorje che pensano di sapere sia il giorno che l’ora, cosa non vera!!!

Chi può fare i miracoli?

Chi può fare i miracoli?

Ce lo dice Gesù! Con l’espressione farete miracoli più grandi dei miei. (Gv 14, 12) (cf. Mt 14, 36) Senza di me non potete far nulla(Gv 15, 5)
 Chi crede in me farà anch'egli le opere che io faccio; ne farà, anzi, di più grandi, subito ha aggiunto: perché vado al Padre e qualunque cosa chiederete in nome mio la farò (Gv 14, 12-14) Chi mi ama, osserva i miei comandamenti (Gv 14, 21) Chi crede in me anche se è morto vivrà (Gv 11, 25); chi dunque non vive è senz'altro perché non crede. 

Questa espressione sta ad indicare due aspetti, il primo indica che Gesù stesso ammette ce ci saranno esseri umani che potranno fare miracoli maggiori dei suoi, però inteso come nel momento della sua esistenza reale, sulla terra, non come figlio di Dio al fianco del Padre. Inoltre parla anche de fatto che egli permetterà più grandi miracoli solo se il cristiano permetterà a Gesù di usare se stesso per attuare il miracolo, ciò significa che sarà sempre Cristo a fare il miracolo anche se mediante il credente. Secondo fa capire che chi fa i miracoli non sono i morti , ma bensì i vivi, infatti se guardiamo bene, sta parlando agli apostoli e ai loro successori e a tutti gli esseri umani, non parla ai futuri defunti, ma a coloro che sono vivi, e questo fa capire chiaramente l’intendimento di Gesù, che dice ai noi vivi, che faremo miracoli maggiori dei suoi. Ma ciò ha un risvolto preciso, Egli in fatti con questa espressione ci dice che sono i vivi che fanno i miracoli non i morti. Inoltre notiamo che la differenza tra noi e Gesù è enorme egli può affermare ciò in virtù del fatto che Egli è figlio di Dio e Dio con Dio, in questo parlare si specifica e differenzia, delle due nature, quella umana senza potere, e quella divina con potere. Per Gesù è niente fare miracoli grandiosi, avrebbe potuto dar sfoggio del suo potere, ma non lo fece per altre ragioni, non voleva essere riconosciuto totalmente, ma questo è un altro discorso. In questo però si comprende che solo gli esseri vivi, possono condurre a loro un potere, mentre gli esseri morti non posseggono potere, perché finché si è vivi, Dio transita mediante noi sfruttando l’anima ed esercita mediante essa il suo potere, infatti Gesù lo fa capire ciò, in diverse situazioni, con Pietro quando esso afferma che Gesù è il figlio di Dio, e Gesù gli risponde che quanto affermato non veniva da lui, ma da Dio stesso, perché Pietro non poteva conoscere la verità su Gesù, non la conteneva in se, per cui solo un suggerimento di Dio poteva farlo parlare in quel modo. Ma anche in altre occasioni ci fa capire che noi siamo ricettacolo della potenza di Dio fintanto che siamo vivi. Si perché dopo la morte, l’unico a far miracoli e Dio stesso, essendo egli un essere vivente nel invisibile, noi invece ritorniamo alla dimensione del Padre eterno e rientriamo nella sua grazia, per cui non abbiamo più la possibilità di gestire con volontà nostra la grazia di Dio, infatti Gesù anche in questo lo fa capire, dicendo” che ciò che toglieremo sarà tolto e ciò che non toglierlo non sarà tolto”. Quindi ci dice, che fintanto che siamo vivi, carnalmente abbiamo la possibilità di decidere se fare una grazia o no. Mentre quando non siamo più vivi, carnalmente questa possibilità non sussiste più, perché ritorniamo nelle braccia del Padre e ci uniformiamo alla sua potenza, cioè rientriamo come esseri a far parte d Dio stesso. E questo significa che l’anima non ha più una volontà autonoma come quando si è in vita, ma rientra nella logica divina per cui essa fa esattamente quello che il creatore gli ordina di fare, ed è il creatore che in realtà direttamente gestendo quell’anima agisce e non più per volontà dell’anima, ma è Lui stesso che fa, per sua volontà. L’anima una volta tornata al Padre non ha più una sua volontà, per cui non è più l’anima a fare il miracolo, ma è Dio stesso a farlo.
Per cui solo il soggetto vivo può fare o non fare miracolo, cioè può gestire se condurre al soggetto la grazia di Dio; ricorderò sempre, che la potenza di Dio non è, di appannaggio umano, ma è solo in suo potere, e lo fa capire Gesù ancora un volta, quando rimprovera gli apostoli di aver impedito all’esorcista estraneo di praticare la grazia in Gesù stesso.Giovanni rispose a Gesù dicendo: "Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demoni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri". 39 Ma Gesù disse: "Non glielo proibite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me.” questa espressione indica esattamente che il potere non è di appannaggio umano, ma viene da Dio, perché noi possiamo solo decidere se far passare mediante noi la grazia santificante che viene da Dio, ma non possiamo gestirla, possiamo assolvere in nome di Cristo, ma anche potremo decidere di non farlo e di privare della grazia, chiunque desideriamo, però naturalmente anche in ciò c’è una giustizia, perché il fatto stesso che Gesù ci conceda di dare o non dare la grazia di Dio, fa capire che egli ci pone noi stessi in contraddizione e questo per chi ha possibilità di dare la grazia, è un banco di prova, come dire siete voi, veramente coscienti nel dare o nel non dare la grazia di Dio a chi ne avesse bisogno? Attenzione in quella espressione Gesù in breve ci fa capire che il dare o non dare la grazia, può avere un doppio aspetto, ci sta in sostanza dicendo che ci prova, egli testa la nostra fede prima di tutto, non tanto il fatto di dare o non dare, è come dire chi siamo noi per decidere a chi dare o a chi non dare!?.
Quindi Gesù ci dice che solo i vivi possono fare miracoli, ma non li può fare uno che vivo non è più, a meno che questo essere vivo non diventi un vivente, come è Gesù stesso o Dio stesso!
Si perché per divenire vivente, bisogna risorgere cioè tornare allo stato originale precedente, che vi era prima della morte, ma anche cambiare la propria natura e tornare alla natura originale, che è sia materiale che spirituale nello stesso momento, cioè assumere in se il potere di Dio, e divenire Dio. Solo gli esseri viventi possono gestire un potere proprio, non gli esseri mortali. Il vivente è colui che vive in eterno, il vivo è colui che vive la propria esistenza in arco di tempo determinato e poi cessa la sua vita. Fintanto che l’anima rimane nel corpo, l’essere umano, può beneficiare della presenza indiretta di Dio, perché è l’anima che conduce a noi Dio e il suo potere, per cui, fintanto che l’essere umano è vivo, può fare miracoli, quando l’anima torna al suo creatore, non è più essa a farli, ma il creatore stesso direttamente, se altre anime non fossero disponibili.
Quindi la santità non si manifesta, quando il soggetto è morto, ma quando il soggetto è vivo, perché il miracolo lo fa il vivo e non il morto!
Al massimo l’anima del morto, prega Dio, per il vivo, ma sarà sempre e solo Dio che esercita il potere sul vivo, non mediante l’anima del defunto.
La santità di un soggetto si acquista fintanto che il soggetto è vivo, non si acquista quando il soggetto non è più vivo, è la vita del soggetto vivo, che conduce a se il potere di Dio. Dobbiamo sempre tenere presente che l’anima è il soffio divino, cioè una parte di Dio stesso, per cui quando l’anima torna , se torna a Dio, essa ritorna a far parte della matrice, si rifonde con Dio, e non è più essa ad agire con la sua volontà propria, ma è Dio che agisce.
Ripeto è Gesù che dice agli apostoli che avrebbero fatto miracoli più grandi dei suoi …. ma Gesù parla da vivo, per i vivi, non per i morti!
Anche la frase che dice lasciate che i morti seppelliscano i loro morti sta indicare che la vita terrena materiale è mortale, cioè finisce; Gesù dice con questa curiosa espressione, che noi ci riteniamo vivi, in realtà siamo morti, perché il nostro vivere, è determinato dalla fine di ogni cosa. Noi non siamo viventi, ma solo vivi, fintanto che la vita è in noi(cioè l'anima), poi diveniamo morti, per cui l’espressione di Gesù è coerente con il fatto che noi siamo in sostanza esser morti, cioè carnali non siamo essere eterni cioè viventi in eterno, la vita così come la conosciamo è in realtà una forma di morte, perché ogni sostanza organica si distrugge nel corso di questa vita apparentemente viva.
In conclusione, Gesù stesso dice che in stato di vita terrena, l’uomo può fare miracoli ma sempre sotto il potere di Dio; che l’uomo può gestire con la propria volontà se fare ed elargire le grazie di Dio e se perdonare altri suoi simili.